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lunedì, aprile 28, 2008
GIOVENTU'
Le notti in provincia.
Un vestito leggero a fiori, tacchi alti e giubbotto di pelle, la macchina con il pieno e la musica a palla, per drogarsi di melodie.
Persone, il pavè tipico del centro piccolo, dove tutto è vicino, negozi, locali, chiese e campane. L'aperitivo in piedi, mentre l'aria si fa più frizzante, nonostante la brezza sia tiepida, quasi sexy.
Bella mentre sorrido, e il sorriso si spande dentro, come l'onda circolare in uno stagno, come il risveglio dei sensi dopo il sonno, ondate di benessere ingiustificato che mi sollevano piano dal quotidiano spessore.
Viaggi felpati, tra le risaie illuminate dalla luna d'argento, che pare essere una nuova conoscenza, l'ultima arrivata in un gruppo di volti noti. Rane attraversano la strada, fili d'erba mossi dal vento, io scorro sulla strada come il fiume nel suo letto.
La colazione delle 5 di mattina, croissant e orzo caldo, la sensazione che non sia passato troppo tempo e che la vita sia fatta anche di piccoli piaceri insignificanti, vecchi e nuovi, da riscoprire.
Il sonno che arriva sereno sotto alle travi basse di una mansarda di campagna, un cane che abbaia lontano, il rumore del legno che scricchiola mentre gli occhi si chiudono, il ventre respira e tutto si allenta, felicemente.
venerdì, aprile 18, 2008
EXPRESS YOURSELF, DON'T REPRESS YOURSELF
Pomeriggio di pioggia si trascina sulle gambe di un infermo.
Cv, mail, riunione di mezzo pomeriggio, caffè d'orzo lungo in tazza grande, per piacere.
Piccole abitudini, piccole stanchezze. Mentre il corpo si ribella all'ordine costituito e vorrebbe prendersi spazi ampi, per dare sfogo a piaceri e follie, per perdersi nel pragmatismo della novità anzichè nelle metafisiche della razionalità.
Guardo la mia Panda gialla, triste anche lei sotto l'acqua, nel claustrofobico parcheggio dell'ufficio. Penso al fatto che in fondo, ascolto della buona musica. Penso che in fondo, di venerdì pomeriggio si possa dare spazio a pensieri inutili.
Il week end si avvicina, sento che sto mollando la presa su me stessa.
Intanto, ho in mente in paio di cose che vorrei, i miei capricci, che al solito emergono quando ho tutto.
lunedì, aprile 14, 2008
Non c'è contatto di mucosa con mucosa
eppur mi infetto di te,
che arrivi e porti desideri e capogiri
in versi appassionati e indirizzati a me;
e porgi in dono la tua essenza misteriosa,
che fu un brillio fugace qualche notte fa;
e fanno presto a farsi vivi i miei sospiri
che alle pareti vanno a dire "ti vorrei qua".
Questa è la canzone che scrivo per te:
l'ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
prima che ti conoscessi.
(Ora ho il tuo splendido sorriso da succhiare:
sfavilla di felicità.
L'osservo su dalla tua fronte vanitosa
che ai miei baci ha chiesto la priorità)
Pure frigid waters from these eyes that always miss you
Nothing but violence from my empty gun
I'm using silver to light up these blackheart faces
blinding your fingers with my skin that burns for you
Questa è la canzone che scrivo per te:
l'ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
proprio mentre ti conosco.
This song is for me
I listen like I promised you
I can see me in your words from hell
that you write for me
E ho le tue mani da lasciarmi accarezzare il cuore
immune da difese che non servono.
Ma ora ho in testa il viso di qualcuno più speciale di me,
che sa cantare ma ha più stemmi da lustrare di me...e questo è il tuo svago.
Per quel che mi riguarda sei un continente obliato.
Per quel che ho visto in fondo mi è piaciuto.
Don't, don't tell me. What you want from me
No, don't tell me. I don't wanna hear. Don't tell me
Questa è la canzone che scrivo per te:
l'ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Non ci sei più,
dopo che ti ho conosciuta
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