|
lunedì, marzo 31, 2008
NOTTURNO
Si mette lo smalto, accende la tv. Al solito, nulla.
Devastante vuoto di senso, ornato da mille rumori, che invenzione bizzarra, e che razza strana l'umanità.
Insomma, si rigira tra le coperte, legge qualche pagina di un libro mezzo arabo, direi meticcio, che tutto sommato non le piace eccessivamente, ma rinvigorisce la sua cultura. Si chiede se la vera emancipazione stia nel portare il velo.
Dentro di sè, tensione. Fremiti. Corde che toccate da dita straniere, suonano.
Suonano qualcosa di nuovo, che giace sopito fin quando non si decide di dargli una scrollata, una sveglia con campane spianate, cantando a gran voce.
Seguono immagini di dolcezza, certezze calde e avvolgenti come una coperta d'inverno, tanto care da essere sicuramente irrinunciabili. Come le braccia che conosce così bene, e che la accolgono ogni volta che fa sera, ogni volta che fa freddo.
Come fare l'amore quando fuori le montagne guardano in silenzio, sotto le stelle e sotto la neve.
Vorrebbe essere toccata adesso, per capire a fondo di che cosa ha bisogno, toccata e baciata, e presa a schiaffi, forse. Perchè questa notte smetta di essere una languida attesa verso qualcosa, e riporti all'alba l'ordine e la pacatezza del conosciuto di sempre.
mercoledì, marzo 26, 2008
Zucchero.
Oggi, domani, sempre. Sopra, dentro, intorno a me.
La cura per tutto, la risposta a tutto, l'arma infallibile.
Zucchero.
giovedì, marzo 20, 2008
NON SENSE
A molte cose sto pensando con questa piccola testa.
Molte nubi scorrono e lasciano poi spazio a squarci di sole, dentro questa testa.
Molto lavoro, molte parole, molte deduzioni, molti progetti che nascono e si esauriscono in una sola giornata, oppure volano al di sopra del tempo, con dei grandi punti interrogativi al posto delle ali.
Io sono così, c'è poco da fare.
Mi piace dire questa frase "io sono così". Mi sento legittimata ad essere tutto, senza rimorsi, senza paura, senza dovere niente a nessuno.
Sono come una città del Medio Oriente, nel contrasto tra moderno assoluto e primitivo assoluto, sono gli occhi maliziosi di una donna sotto al velo, sono l'acqua instabile ma piatta del Mar Morto, sono il rumore senza tregua dell'universo e il silenzio totale degli spazi astrali.
Sono fatta così, dunque lasciatemi in pace.
Ad elucubrare, sperare, cantare, piangere, sbagliare, pettinarmi.
Vorrei scrivere un film, su questa piccola testa pensante.
Una cosa alla David Lynch, senza struttura nè limiti, che lo spettatore si senta profondamente destabilizzato e un pò anche si arrabbi, di fronte all'incomprensibile bellezza del non sense.
Vorrei uscire dal mio personaggio, smembrarmi in tutte le Alici che navigano dentro ai miei pensieri, dare libertà a tutto il corpo, volare via. Senza di te, senza di me. Senza testa.
giovedì, marzo 13, 2008
PRIMAVERA.
Vivere. Procedendo lentamente ma regolarmente verso la meta, senza porsi troppe domande, con cieca caparbietà.
Un pacchetto di certezze a fare da salvagente, certamente sembra difficile guardarsi troppo intorno e mettere in dubbio se stessi, la facciata accettabile e rassicurante con cui ci si rappresenta al mondo.
Poi, un giorno, tra la pioggia e il sole, accade qualcosa che cambia tutto.
Accade e non se ne può fare a meno, nonostante si possa provare a dormirci su.
Le pallide sicurezze si sciolgono lasciando spazio ad una voragine, che si apre, inghiotte tutto, rivela se stessi a sè.
La vecchia immagine della propria vita diventa sfocata e incerta, i sentimenti emergono con vigore spaventoso, fanno paura, fanno riflettere e gridare.
Chiudere la porta dietro le spalle, dimenticare, dormire?
Invece sotto la pelle palpita qualcosa che non si può controllare, è oltre la coscienza, schiaccia il SuperIo, disfa ogni cosa che pare perfettamente linda e intatta.
Interessante, no? Preoccupante.
lunedì, marzo 10, 2008
Vorrei sapere cosa c'è oltre questo presente muto, oltre gli istanti che muiono uno dopo l'altro, senza fermarsi.
Vorrei sapere dove sono io, e chi sono, dentro lo scorrere di queste immagini.
Mentre compio scelte concatenate l'una all'altra, che siano giuste o sbagliate, con un incredibile sforzo di coerenza.
Datemi un treno, per viaggiare oltre questo muro, per vedere dopo che succede, e poi tornare all'adesso, e sapere dove mettere le mani.
|