PER MIO NONNO.
Se è vero che la Santità è di pochi eletti, è pur vero che una vita può diventare Santa per come viene vissuta giorno dopo giorno.
Di mio nonno Francesco oggi rimangono innumerevoli racconti di una santità quotidiana, di silenziosa dedizione ai cari della sua famiglia, di amore profuso con generosità e mai ostentato.
Vive e presenti saranno sempre le carezze del nonno, che hanno riscaldato i suoi figli e i suoi nipoti nel momento del bisogno, la dolcezza pacata dei gesti, i consigli giusti, la morale solida e forte, che ha insegnato anche a noi.
Oggi di nonno Francesco rimane l’esempio di un Uomo e di un Padre che ha saputo vivere ogni istante nell’amore e nel rispetto per mia nonna, che non è stata solo una compagna di vita, ma soprattutto la metà perfetta e inequivocabile della sua persona.
In loro è stato e sarà sempre il concetto biblico della communio personarum, nella quale l’uomo e la donna mutuamente si donano e si ricevono.
Nel ricordo dell’Amore che ha saputo dare e ricevere, il nonno Francesco vivrà per tutti i tempi a venire.
“Ma voi, che avete sin qui seguito questa cerimonia, dominate la vostra mestizia! Non l'avete perduto, poiché ora soltanto è veramente vostro.
E’ quando la porta della vita si serra alle nostre spalle che quella del tempio dell'immortalità si spalanca.
Congedatevi dunque dal suo sepolcro afflitti, ma temprati.
E se mai vi accadrà di venir sopraffatti, come dal turbine che infuria, se le vostre lacrime scorreranno al cospetto di una generazione oggi ancora non nata, ricordatevi di questa ora e pensate: noi c'eravamo quando fu sepolto, e quando morì noi abbiamo pianto.”
(Franz Grillparzer, “Orazione funebre” per Ludwig van Beethoven)