made by KiaraBloG>>

 









MuoVendo>>
"Alice, bada alla semplice Storia! Riponila pian piano dove l'Infanzia dei Sogni si infiltra dentro il mistico Arcano della Memoria: è il Fiore Appassito di un Paese Lontano"
Link AmIGoS
Super Socia KIARABLOG>>
Emiliano detto Winston
Grunciter
Lilys
Tirannoz
Frizzi, Lazzi&Axell
Pedra
Suzuki
IL BOSS
L'Autore: WILLIAM NESSUNO
GarethjaX
MusicBlog>>PIPPOGUITAR
Renzo
Klimt1918>>>Secession makes postmodern music
ISO9660
Giovane Babie
Morpheus
ElOiSe
I Neuroni di PeP.
Cose Belle dal CATTIVIKo
e.l.e.n.a
Eroticamente parlando*TITTyNA
e...TittYna's Pensiero
e...TittYna&Friends
FIANDRI Bolognesi
Scegli la PILLOLA ROSSA
Mare dentro
ARTE&NON
Volo Obliquo
Alhamdulillah:confronto tra culture
GirlieGIRL



blog archivio
oggi
dicembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
giugno 2003
In questo momento su Skeggiablog:
Skegge online


Questo sito sponsorizza ufficialmente la RANA come animale dalle inimmaginabili qualità AFFETTIVE. Adotta anche tu una RANA!
"Femmina come la terra Femmina come la guerra Femmina come la pace Femmina come la croce Femmina come la voce Femmina come sai Femmina come puoi Femmina come la sorte Femmina come la morte Femmina come la vita Femmina come l’entrata Femmina come l’uscita Femmina come le carte Femmina come so "
counter
visitato *loading* volte


giovedì, giugno 14, 2007
 

PARANOICAFOLLE

Lasciare che le cose scorrano - ecco la verità-

che la pioggia bagni le strade

o che il sole illumini i prati fuori dalla città, i palazzi e i muri incrostati di smog.

Ogni cosa ha un senso relativo se è vero che intanto, il sole continuerà a fare il suo mestiere, la pioggia cadrà quando le andrà di farlo, e l'asse della terra non cambierà inclinazione.

Eppure sono così terribilmente legata alla necessità di indirizzare tutto per il verso giusto, governare ogni dettaglio, incanalare tutto, nei miei cassetti ordinati, nei miei idealtipi di plastica, costruiti con cura come un Lego.

Non sopporto l'elemento che sfugge al mio ordine, non sopporto di non poter intervenire con la parola, con la logica, con il ragionamento, con la preghiera, con la coercizione, con la follia. Non sopporto che qualcosa vada per la sua strada e non per la mia.

Io, come Dio, vorrei decidere il mio universo.

Skeggiato da Alixel | 12:23 | commenti (5)


mercoledì, giugno 13, 2007
 

BLU VELVET.

Questa paura che ti scorre tra le dita è quasi ingestibile.

Si insinua nei sogni, di notte, e nello stomaco, di giorno. Ti veste il corpo, like blu velvet, accarezzandoti lentamente a provocare quel brivido che c'è prima del via, prima di lanciarsi, prima di fuggire.

Non sai se chiamarla paura dell'ignoto o se più vilmente è la paura di te stessa, dei tuoi limiti, di esserti messa dentro ad un gioco più grande di te, che non sai sostenere.

In realtà vorresti esserle amica, addomesticarla, imparare a conoscerla per acquietarla, dialogare civilmente. Ma è lei che controlla te, che governa il sonno e la veglia del tuo corpo, che ti accelera il respiro, che ti fa pensare e pensare come fossi un marchingegno rotto, claudicante, incantato.

Produce immagini, proietta in loop la pellicola del tuo film. Reazioni, nevrosi, traffico mentale, te, te, te

E allora, tra un fremito e l'altro, pensi: ma non era questo quello che volevi?

 

Skeggiato da Alixel | 13:22 | commenti


giovedì, giugno 07, 2007
 

TANTO PER PENSARE.

Ci sono giorni in cui, complice il tempo assassino, ci si ritrova a farsi qualche domanda scomoda davanti allo specchio. Oppure a riflettere sui grandi temi della vita, che se ne potrebbe forse fare comodamente a meno.

Per cui, oggi mi chiedo se sia meglio un lavoro di successo o una famiglia di successo, o entrambi.

E mi chiedo, più di ogni altra cosa, se in una sola vita si possano realizzare entrambe le cose.

Il motivo della mia inquietudine, spesso, è questa insana necessità di eccellere in tutto.

Di avere il meglio al meglio.

E’ la sindrome da “secchiona”, in un certo senso. O invero un complesso di inferiorità che mi sprona a lottare come un naufrago tra le onde per emergere, per poter affermare un giorno “si, sono proprio brava”, ecco.

Ho fatto tutto come da manuale, non mi si può proprio rimproverare nulla.

In realtà poi, mi rendo conto che una volta raggiunto l’arcobaleno, ci si accorge che purtroppo era più in là, ed ecco sopraggiungere la morte, la fine della vita, a chiudere con un gran bel fiocco rosso, o con la parola “arrivo”, tutto l’isterico valzer che s’era allestito fino a quel momento.

E dunque, che cos’è davvero fondamentale?

Questa mattina credo di voler rispondere che l’unica cosa che veramente conta è come ci si sente, ogni giorno.

E forse esiste un non sense di fondo, un vizio concettuale, in questa corsa al raggiungimento di traguardi sempre nuovi, che mi impedisce di godere del momento, che inficia con i dubbi e la fatica la preziosa irripetibilità di ogni ora di veglia.

Dovrei provare a reinventarmi, dandomi la possibilità di coesistere mediocremente con quello che è la mia vita, senza cercare di abbellirla con mille decori, senza buttare giù muri e rifare pavimenti, ma godendo di una sosta meritata a telefono spento sulla vecchia poltrona amichevole che già posseggo.

Skeggiato da Alixel | 10:09 | commenti (5)


venerdì, giugno 01, 2007
 

Talvolta

ho l'impressione che sia tutto sbagliato. Scelte, percorsi, luoghi, persone, strade, energie buttate qua e là.

Come nel ricordo nebuloso dei compiti in classe di matematica, al liceo. Quando a fine problema mi sembrava di accorgermi che tutta la dimostrazione che avevo elaborato era centrata su assunzioni errate.

Mi capita anche oggi, in alcuni momenti.

Di percepire che tutto, progetti futuri e attuali, è sbagliato.

E allora vorrei voltarmi, e inziare a camminare.

Oppure stracciare il foglio rifare la punta alla matita e provare a ragionare da capo.

Skeggiato da Alixel | 16:14 | commenti (1)