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giovedì, marzo 29, 2007
CAMBIO DI STAGIONE.
Ho, dentro, le emozioni pressate come maglioni dentro un armadio troppo stretto.
Sto affannosamente accumulando, butto tutto lì dentro. Quello che non ci sta più, lo spingo per bene, lo ripiego in quattro parti, mi ci siedo sopra. Poi, con la cerniera, chiudo tutto e sorrido. Buongiorno, buonasera, come va?
In realtà sto aspettando che il flusso si sblocchi. Ci sarà un infinitesimo momento in cui il sassolino che ostruisce il deflusso di pensieri, opere e omissioni, si scioglierà, nel bene o nel male. E allora tutto riprenderà a scorrere nel letto del fiume, tra gli argini, come dopo un'alluvione.
Tutto riprenderà placido il suo ritmo veglia-sonno, giorno-notte, nascita-morte.
Anche le mie speranze rientreranno nei loro ruoli fissi, senza troppo rumoreggiare. Senza ansie di protagonismo, da brave.
Mi piacerebbe molto, però, che alla fine di tutto questo BANG!BANG! fosse venuto a capitare il cambio di stagione. La mia.
giovedì, marzo 22, 2007
PIANETI
C'è una persona che conosco davvero speciale.
Lei è come una scorza d'arancia candita su di un cannellone.
Fa i biscotti d'anice e per i compleanni delle persone care vorrebbe regalare a tutti tartarughe di nome Apache, come simbolo del suo affetto. Quando è triste, ruba l'unica macchina funzionante di famiglia e va via, in un rifugio in mezzo al bosco, di cui non si sa come ha ottenuto le chiavi.
Ha tanti amici sparsi per il mondo, la metà dei quali conosciuti per strada, o in aereo. Se le chiedi una cicca, stai sicuro che diventerai suo amico, chiunque tu sia. Per le ricorrenze importanti gli amici la chiamano dall'Australia, e le cantano una canzone al piano, mi sono sempre chiesta dove mai appoggino il telefono.
Comunque, questa persona speciale non ha capito che il suo pianeta è assai più complicato del nostro, in fondo. Che per un compleanno si può anche regalare un libro o una maglia, e che in alcuni casi è addirittura bene dimenticarsi di compleanni®ali.
Lei non sa che la soluzione è semplice, che il nostro mondo qui, adesso, è elementare e facile. Basterebbe accettarlo. Allora, forse, la sua lampadina si accenderebbe e con gioia ritrovata sarebbe certa che la Nuova Zelanda non è il posto verso cui fuggire domattina.
mercoledì, marzo 21, 2007
Gli eventi più importanti si svolgono spesso in pochi istanti.
Ci sono giorni in cui quell'istante si manifesta in modo del tutto insapettato e qualcosa accade. Qualcosa che magari si aspettava da tempo, con brama e tensione.
E in un minuto, uguale a tutti gli altri precedenti e successivi, si risolve l'attesa di un capitolo di vita.
Poi, certo. Ci sono eventi che inaugurano una nuova esistenza o che segnano il traguardo, altri che chiamano solo una chance.
Ma comunque, l'istante in cui accadono, è in buona parte ciò che da senso al VIVERE.
martedì, marzo 20, 2007
GIOCHI.
Io e te stiamo ognuno dal suo capo del filo.
Io tiro dalla mia parte, tu dalla tua, ma il gioco è rimanere in piedi, in equilibrio, senza spezzare il filo. Senza cadere.
E' un gioco difficile e senza astuzia non si può fare. Senza cura, nemmeno.
Mi chiedo solo quando poseremo questo filo a terra, per abbracciarci forte e riscoprire la preziosa, selvaggia consapevolezza di poterlo fare. Il gioco allora finirà e ci sarà solo bellezza, senza agonismo.
Mi chiedo, soprattutto, quando imparerò che non esiste alcun filo, che si può stare in equilibrio uno di fronte all'altro, con grazia e pazienza, senza invadersi e senza azzardare. Che il gioco è bello, ma solo quando non ci si fa male.
giovedì, marzo 15, 2007
PENSIERI IN ORDINE SPARSO:
vorrei un motorino per viaggiare nel sole del mattino e sentirmi libera nel vento. Alzarmi tardi d'estate e parcheggiare proprio sotto l'ufficio, con Filomena la portinaia che mi butta la posta addosso mentre corro su con il casco ancora da slacciare.
vorrei partire per l'Isola di Pasqua. Perchè è un'isola a cui nessuno pensa mai come meta possibile del proprio viaggio, e così sarei certa di non trovare il coatto in vacanza, con la moglie pitturata in faccia, e il figlioletto grasso e frignante che ingloba hamburger a tutta velocità.
vorrei fare un bimbo con le manine e i piedini molto piccoli, ma gli occhi molto grandi. E poi portarlo in giro a conoscere i prati e gli alberi e le api. E ridere con lui di niente e di tutto, perchè siamo felici noi tre, insieme.
vorrei uscire di qui, con una scusa qualsiasi e andare a dormire su un'amaca appesa nel silenzio, con le mosche che mi si posano sul naso, il mio cane bianco che mi annusa una caviglia e la nonna, che senza dire nulla mi posa addosso uno scialle, che sa di vecchio.
mercoledì, marzo 14, 2007
...Su ShinyStat ho scoperto che al primo posto tra le chiavi di ricerca utilizzate per arrivare qui c'è:
"fotografie del pene"
Dal momento che non ho mai postato immagini di tale fatta, sarà una metafora valutativa sui contenuti?
martedì, marzo 13, 2007
STORIE.
STORIA 1)
C'è un ragazzo, lo chiameremo X per comodità.
Lui è uno di quei tipi molto trendy. Con la macchina giusta, la scarpa giusta, la marca giusta ricamata sulla polo. Non FA la tendenza, ma la segue magistralmente.
X è fidanzato e molto innamorato. E' fidanzato da 4 anni, per la precisione, e lui è un tipo preciso. Un giorno la piccola Y, molto trendy anche lei e anoressica al punto giusto decide di lasciarlo. Oh, povero X!!!
X finisce in analisi, l'analista è molto trendy anche lui, gli da suggerimenti trendy e anche medicine trendy, antidepressivi, per la precisione. Li prende anche Britney.
Nonostante l'analisi e le cure il miserrimo X non riesce ad uscire dal suo dolore, vede la piccola Y in ogni donna che passa, nelle modelle sulle riviste, si rifiuta addirittura di iscriversi alla palestra più trendy del momento, a cui lei naturalmente è già iscritta dal giorno dell'inaugurazione con Jane Fonda.
E cosa fa il povero X allora? Per distrarsi dal suo strazio, per allontanarsi dalla vita notturna della sua città che lo riporta dolorosamente agli aperitivi fashion vissuti insieme alla piccola Y...?
Beh, parte. Si, parte, va via, verso il mare, per ritrovare se stesso e le cose genuine della vita. Parte insieme alla sua famiglia : sua moglie, suo figlio di 2 anni e il suo cane di razza.
Si, la famiglia l'ha copiata dalle pubblicità Barilla.
STORIA 2)
C'è un ragazzo, lo chiameremo X per comodità.
Lui è uno di quei tipi da oratorio, quelli che alla prima occhiata pensi che sin dall'adolescenza coltivassero come hobby il catechismo. Tutto in lui urla "bravo ragazzo", manca solo l'insegna luminosa.
All'età di 30 anni X pensa che è davvero giunto il momento di accasarsi, di sposare una brava ragazza come lui, che gli prepari la cena senza usare i 4 SALTI IN PADELLA e gli rammendi i calzini davanti al termosifone durante le lunghe notti dell'inverno padano.
Così, conosce la piccola Y, sfigata quanto basta a pensare che sia il caso di mettersi con lui prima che addirittura lui cambi idea. E dopo una serie di peripezie, tra cui il sesso prima del matrimonio, decidono di sposarsi. Oh, gioia, oh gaudio!
Dopo un periodo di media serenità coniugale X conosce in ambito lavorativo una bella fanciulla dalle tette grosse (e lui ama le tette grosse anche se non sta bene dirlo). La fanciulla si mostra accondiscendente e allegramente predisposta a questa amicizia, e dunque si inaugura un bel rapporto epistolare tra i due.
Trascorso un pò di tempo X inzia a sentire un particolare formicolio all'uccello, che gli fa lesto sorgere l'idea che sarebbe molto bello poter fare sesso un pò con questa fanciulla...Peccato che lei, una volta realizzato il concetto, non si fa più trovare nè al telefono, nè altrove. Non credo le piacessero i catechisti.
Quale delusione per X!!!Quale immensa tristezza!!! E che cosa fa il nostro povero X per distrarsi da questa ferita? Come trascorre i w.e. vuoti e grigi e ormai privati da qualsiasi brivido frizzante extraconiugale?
Beh, va in Chiesa. Si, va nel luogo della riflessione e della preghiera, per ritrovare se stesso e le cose genuine della vita. Nello specifico, fa il formatore per i corsi pre-matrimoniali della parrocchia, insegna ai futuri sposi i precetti morali che non devono assolutamente venire a mancare dopo il matrimonio.
THE END
P.S. Ogni riferimento a fatti e persone non è afftto casuale, ma assolutamente vero!!!!
mercoledì, marzo 07, 2007
QUANDO SI DICE IL BUON GIORNO.
Questa mattina ho mal di gola.
Ieri sera sono stata l'ultima ad uscire dall'ufficio, fuori era buio pesto.
In Via Roma non c'erano più nemmeno i senzatetto con i cani. (In effetti quelli ci sono solo di sabato pomeriggio, il momento più tranquillo per dormire sotto i portici).
Oggi sono stata la prima ad arrivare. Dopo una quarantina di minuti si è intravisto il primo cor di leone, il primo volenteroso avventore che ha preso posto alla sua scrivania, con ancora la bolla al naso e il ciuffo spettinato. Vita dura.
Ora, non per dire, ma sono un pò nervosa.
E soprattutto, ho mal di gola.
venerdì, marzo 02, 2007
CASUAL FRIDAY.
Il venerdì non è esattamente il giorno migliore per rendersi conto che il w.e. sarà sempre e comunque troppo breve. E che le cattive notizie fioccano.
La storia di oggi è la seguente: c'era una volta un capo, il mio, era una persona affabile, addirittura magnanima talvolta. Sempre disponibile e attento alle mie esigenze, mai troppo severo, anzi, quasi indulgente.
Poi, un bel giorno, circa un anno fa, ebbe inzio una lenta ma inesorabile metamorfosi.
E oggi, proprio oggi, ho avuto la conferma definitiva.: sono in pessime mani.
Orride, direi.
Quest'uomo, il mio capo, è convinto che io non abbia una vita al di fuori da questo ufficio. E' assolutamente certo del fatto che io rientri tra gli oggetti di sua proprietà, come la Mont Blanc, la Porsche, la Stampa che compra al mattino. E che dunque lui possa veicolare il mio tempo esattamente come gli piace, come l'estro del mattino gli suggerisce.
Stavo pensando di comprarmi una canadese e di montarla direttamente qui, per essere più comoda. Così risparmio almeno i viaggi casa-lavoro-lavoro-casa. Non mi servono più, appena arrivo devo particamente ripartire!
Parlare di SCHIAVISMO è esagerato in questi casi? Vogliamo intavolare un dibattito?
Ora capisco quel mio amico un pò fuori luogo che soleva dire PADRONE al posto di DATORE DI LAVORO.
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