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mercoledì, aprile 19, 2006
SO FAR.
Barcellona.
Si? No? Forse?
Week end che si prospetta all'insegna dell'incertezza, mi imbarazza un pò la mia inadeguatezza di fronte ai cambiamenti. Cambiamenti di cosa poi?
Di certo mi piacerebbe ricevere una sorpresa, qualcosa che mi desse la dimensione esatta dell'ambiente in cui mi sto muovendo. Un sorpresa che mi riempisse tutta, e poi mi svuotasse lasciandomi solo un'aura di serenità e un sorriso vagante.
Eppure so che dovrò invece far su armi e bagagli mentali e riconquistare un pò di quell'autonomia per cui ho lottato da sempre con arroganza e che una volta conquistata nella sua forma più pura mi è fastidiosa, come lana grezza sulla pelle d'estate. Pruriginosa.
E' che ho in mente quella notte di pochi attimi fa, dormire sul tuo petto. E' una sensazione così rotonda e completa e perfetta, che mi manca anche ora, che è giorno, che sono sveglia, che il sogno è lontano di varie decine di kilometri.
martedì, aprile 11, 2006
ROTTEN DOLL
C'è che talvolta mi sfugge di mano la situazione.
E allora le parole diventano segni incomprensibili, come barriere a dividere. Ed io cammino e cammino tra le vie contorte dei miei pensieri e più vado avanti più sembra che la terra su cui cammno ceda, si disintegri.
Le poche certezze, le cose importanti sembrano negarsi e senza di quelle, non sono nulla.
E' pazzesco come in fondo siamo fragili, ballerini dalle gambe di sabbia che alla prima ondata si sciolgono e rimangono piangenti, a luci spente. E' pazzesco come ognuno di noi abbia un punto estremamente tenero, in cui il coltello sprofonda bene a fondo, liberando sangue e paure e tristezze.
Questo bisogno che ho di sentire il cuore al caldo, protetto, al sicuro, mi lascerà morta e gelida.
Buttata al buio di qualche sgabuzzino impolverato, come una bambola rotta che non ha più nulla da dare. Buttata tra le foto e le lettere in un cassetto, dove ormai hanno perso il loro senso, e forse sono solo il cimelio di un tempo che per un pò è stato bello, ricco.
Vorrei bastare a me stessa, e avanzare ancora qualcosa per dare e dare senza chiedere mai nulla in cambio. Forse solo questo occorre per comprare felicità e amore in questo sinistro discount che è la vita.
giovedì, aprile 06, 2006
VECCHIE SORPRESE.
Disgustata?
No, forse delusa è la parola corretta.
O forse cinicamente preparata.
Svuotata. Di parole, di aspettative, di futuro.
Nauseata. Vomitevolmente pateticamente squallidamente degradatamente nauseata. E consapevole.
L'inizio della fine, un bel titolo per una parodia.
martedì, aprile 04, 2006
Faccio una pausa sul balcone sopra Via Roma.
La mia Torino a primavera respira.
C'è il sole, mi fumo una sigaretta, che a volte può servire a meditare.
Mi sento come se avessi lo stomaco pieno di cemento, e la testa piena di domande. Soprattutto su di me.
Su che cosa è veramente importante nella vita e per cui vale la pena sopportare, lottare, credere. Tenere duro.
E come si fa a sapere prima se è la cosa giusta andare avanti contro a tutto il resto, anche a se stessi.
Non spero di trovare la risposta. Semplicemente l'indicazione di una via, dentro agli occhi di chi so.
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