I AM A RICH GIRL.
Avrei voglia di guardare in faccia tutta la felicità che potrei sentire.
Alzarmi una mattina e percepire esattamente quanta buona sorte c'è nella mia vita, quanto amore, di cui non mi rendo conto.
Quanto si splancherebbe la nostra anima se mai potessimo VEDERE le cose meravigliose che abbiamo, di cui non sappiamo quasi nulla?
E' che il fatto stesso di possedere una cosa, la rende scontata. Erroneamente.
SE non potessi camminare il fatto di poterlo fare mi renderebbe ricolma di una gioia febbricitante, incontenibile. Oggi invece non mi accorgo nemmeno di muovermi, talvolta mi risulta perfino fastidioso.
Allo stesso modo, la vicinanza di una persona speciale e la gioia ricca che da essa ne deriva, diventa preziosa solo quando la si perde, o la si ricorda. Quando la si ha a fianco invece, ciò che risulta più evidente sono le carenze, ciò che potrebbe essere migliore, in quest'ansia di avere sempre di più, in un vortice senza fine di infelicità e insoddisfazione.
Ho voglia di imparare la consapevolezza. Non voglio più sprecare nemmeno una briciola delle mie ricchezze. Diventare ricettiva e porosa, come la terra, come chi ha sofferto molto, come i bambini.
MANCANZA.
Mi sembra evidente. Sto cercando qualcosa. Non so ancora dove.
Una lista di persone da vedere, gli spazi di tempo sono ristretti, il tentativo è quello di un ripescaggio nel fiume di persone che sono transitate nella mia vita, e che ho lasciato andare alla deriva. Da sempre l'incuria è un mio grande difetto.
Ho tanta voglia di recuperare tranci del mio passato per renderli di nuovo attuali, ho voglia di rivalutare me stessa, eliminare la sensazione di essere un oggetto di lavoro e routine.