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giovedì, ottobre 27, 2005
FAST.
Immagini veloci, giorni che si rincorrono, slittano uno verso l'altro, lasciano tracce di sè ma l'unica dimensione a sopravvivere è il divenire.
Mi lascio prendere, controllo il corpo come posso e i cenni di stanchezza sono solo i fronzoli dell'intensità di vita.
Stasera si parte, con un borsone preparato tra la notte e il giorno, e un pigiama nuovo. Rosa.
C'è una città che mi aspetta, anzi due o forse tre.
Chilometri consumati in macchina, un triangolo di mare, passi sul ciottolato di qualche via che sa di passato.
Devo ancora concepire che sto per rilassarmi.
Sto.
Per.
Ri
la
ssarmi.
martedì, ottobre 18, 2005
SPIFFERI DI CULTURA.

Venerdì sera ha inaugurato a Torino la mostra sul surrealismo di Delvaux a Palazzo Bricherasio.
I 40 minuti di attesa al di fuori dell'ingresso, nonostante fossi in possesso di invito, mi hanno subito fatto pensare ad una mediocre organizzazione dell'evento, che poi effettivamente si è rivelata tale data l'assenza di guide che accompagnassero i più o meno illustri avventori.
Esposizione abbastanza piacevole, ma nella norma, illuminata verso la fine da due sale dedicate a Magritte e De Chirico, che hanno sollevato il tenore di tutta la mostra.
Se devo essere sincera, l'artista portante, tale Delvaux incensato dalla critica, non è poi questa grande mente.
Il soggetto principale dei suoi quadri è una donna spersonalizzata, una donna per tutte si direbbe, spogliata di ogni emotività e perfino della soggettività dello sguardo, ridotto a pura traiettoria visiva persa nel vuoto.
Nuda, la donna illumina con il candore della sua pelle paesaggi per lo più metropolitani, ferrovie, ambienti che vorrebbero stonare con il soggetto ma che a mio parere vi si integrano senza particolare originalità. Tanto più se si considera che Delveaux dipinge soprattutto nei primi decenni del 900, periodo che ha visto innovazioni ed exploit artistici ben più geniali.
Rappresentazione della solitudine e dell'incomunicabilità il mistero donna diventa assoluto e surreale nel suo essere al di sopra di ciò che la circonda. Splendida intuizione. Peccato sia l'unica. I quadri si rassomigliano tutti, non c'è varietà di tecnica nè di colore.
In ogni caso, a chi si trova in zona consiglio un passaggio alla mostra, fosse anche solo per respirare l'aria sempre incantevole di Palazzo Bricherasio, una bolla di arte e cultura nel mezzo del frastuono delle vie del centro.
lunedì, ottobre 10, 2005
MANCAVA IL CAPPELLAIO MATTO.
C'erano proprio tutti.
Sono arrivati pezzo per pezzo, in ordine sparso. Chi alle 20.36 e chi alle 21.30 e si è comunque fermato disinvoltamente a fumare fuori dal locale. Ma l'importante è che siano arrivati.
Io stavo nel mezzo, avrei voluto essere sospesa sopra a tutti, per dedicarmi in egual misura ad ognuno.
C'era la cugina pasticciona, accompagnata dal suo amore disordinato e da mille sentimenti, al solito eccentrica e fascinosa nel suo stile vintage last minute.
C'era IL MONTO, sorridente tra un episodio e l'altro della sua commedia, sospeso tra gli amori impossibili e un pò di buon sesso alla Gerry Calà.
C'era l'amica che non vedevo da tempo e che mi mancava, con cui abbiamo preso ago e filo per ricucire gli strappi. Un paio di gemelle, una coppia felice, la donna perfetta insieme al suo uomo, una torta cioccolato e panna con sopra scritto "AUGURI ALICE" (l'effetto era un pò da matrimonio, soprattutto a causa delle roselline colorate).
E' arrivato un mazzo di fiori da un amico molto lontano, qualcuno mi ha portato un regalo, altri hanno portato veri e propri scatoloni ripieni di regali. Compreso un fantastico kit Ikea per la colazione composto da una decina di piatti in ceramica fragilissima, che ho rischiato di tritare almeno quattro e cinque volte nel corso della stessa serata.
Poi, era già finito.Calici, torta e parole e sorrisi.
E, dopo avere perso qualche elemento, siamo finiti in un locale gay tra le vie del centro di una Torino elegantemente vecchia che amo, a ballare quella musica anni 80 che mi mette sempre un pò di nostalgia addosso, ma che mi fa sentire a casa, come una coperta usata a lungo e poi dimenticata, che odora di cose tue.
Nella notte di ottobre sono tornata a casa palpitando di persone e abbracci ricchi, a rileggere i biglietti colorati che conserverò nella scatola rossa, dentro al cassetto della scrivania.
mercoledì, ottobre 05, 2005
GLI AFORISMI DI ALICE.
Le persone nel mondo si suddividono in due grandi categorie: gli ignoranti e gli stronzi.
La grande scoperta di oggi è che spesso è l'ignoranza a rendere gli stronzi tali.
Per cui, a causa della proprietà biiettiva, gli stronzi sono una sottocategoria degli ignoranti.
E non godono nemmeno della dignità di appartenere ad un insieme a se stante.
Riassumendo: non tutti gli ignoranti sono stronzi, ma certamente uno stronzo è ignorante.
E ciò mi rende abbastanza felice, perchè almeno ho la cultura dalla mia.
martedì, ottobre 04, 2005
VERSO L'ALTO.
Sto qui, a toccarmi i capelli.
E mentre ascolto il battere della pioggia riversarsi sull' oblò che da' sul mondo, guardo nel vuoto.
Dilato il più possibile questo attimo di calma completamente mia, che ho comprato vendendo lo spazio dei libri, della televisione, delle telefonate, delle parole. Cerco di riprendere attitudine al pensiero, a quella forma di riflessione che gli orientali hanno fatto propria come un dono prezioso, come esercizio del trascendente.
Non è facile.
Tra una corsa sotto la pioggia, poco dopo la sveglia del mattino, e vestirsi di fretta, camminare trafelati per Via Roma nei colori freddi di inzio ottobre. Una tisana calda, e un via e vai di telefonate, discorsi, saluti, sorrisi, pause e ritmo continuo di corpo che batte e vive. La lezione di danza, diventare solo sensazione di membra che si smuovono, un passaggio veloce sotto la doccia, profumi oleosi e la notte.Off.
Non è facile sentire, ricordare, capire. Usare questo mio essere donna per raccogliere il bisogno di chi mi porge un baratro, trovare la nicchia opportuna dove curare l'amica, la sorella che si sente prostituta dei suoi sentimenti e che non sa smettere di piangere e di farsi male.
Che voglia ora, di essere Tutto.
Ricolma di azione ma di pensiero, di comprensione e conoscenza. Di Vita senza automatismi.

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