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venerdì, settembre 30, 2005
giovedì, settembre 29, 2005
MODE DEL MOMENTO
Sul numero di ottobre di Cosmopolitan compare un articolo che designa il BLOG come la tendenza più glamour del momento...
Vuoi essere una ragazza trendy? Allora devi avere un blog!
Il tuo guardaroba è composto da magliette PLAYBOY,jeans RICHMOND e occhiali GUCCI? Allora per forza di cose devi anche munirti di un blog!
Il tuo ragazzo organizza in discoteca e ogni sera ti porta a prendere l'aperitivo in centro insieme al Gegio, il Pier, la Patti e il Checco? Allora certamente tutti e quattro hanno un blog, perciò se ci sei tutta, fattene uno anche tu! (E possibilmente battezzalo con un titolo in inglese impronunciabile es. mysweetthoughtsinthenight.splinder.com).
Su questo punto, comunque opinabile, posso indulgere. Tutto sommato per molti, giornalisti compresi, il blog è un vezzo come un altro.
Il vero problema sono le ISTRUZIONI PER L'USO che vengono proposte dalla giornalista scodinzolante del mensile di moda: il blog è un diario on line dove puoi scrivere tutto ciò che ti accade, i tuoi pettegolezzi, i tuoi pensieri...insomma, se hai qualcosa da dire, questo è il mezzo per comunicare con il mondo.
Ecco, dunque, da cosa dipende il pullulare di blog che NON DICONO NULLA in cui ci si imbatte navigando su Splinder e che offrono al massimo il racconto smozzicato di qualche serata bevereccia (esercizi di stile sul genere"eh eh ieri sera con la Muffy siamo and al locale e c'era anche Skizzo buuuuuuuuuu qnt è fiko, m ha pure offerto la coca e avana e dopo 3 minuti ero fuori a sbarella. Troppo dentro! Oggi vado giù e bekko la Squily 4ever le migliori e and da Zara!!!")
Mi piacerebbe si potesse creare una comunità alternativa di bloggers, animata da una sorta di spirito accademico, in nome del quale lo scrivere non fosse solo buttare giù lettere una accanto all'altra, ma diventasse rappresentazione del pensiero, elaborazione, sublimazione.
Che dite, ce la possiamo fare?
martedì, settembre 20, 2005
FARE LA MISS? NO, GRAZIE!
Oggi qualcuno mi ha chiesto come mai non c'ero a Miss Italia.
(A parte l'ilarità suscitata dalla domanda).
Per un istante mi sono immaginata sulle scalinate dell'ambito palco, vestita del solo costumino maoista disegnato apposta per il branco di fanciullette sfornate nell'annata 2005, tutta bella sorridente e FINALMENTE pettinata, con la piega superliscia che sogno fin da bambina, con l'ombretto messo a pennello, gli occhi luccicanti di vera gioia puntati su di TE, si, PROPRIO SU DI TE piccolo spettatore di provincia che mi guardi rapito insieme alla tua birra doppio malto appoggiata sul bracciolo del divano di ciniglia lisa.
E poi ecco la voce del burattinaio che con sincera verve proclama la sentenza di vita o di morte al cospetto del grande pubblico.
"SKEGGIA, PER TE MISS ITALIA....FINISCE"...
Lei trema un attimo, poi si gira, ferita incede verso le quinte, il buio dell'anonimato sta per fagocitarla crudelmente mentre la telecamera la segue con cinica soddisfazione. E, colmo dei colmi, la mano di una arpia le strappa dal turgido seno il numeretto da gara conquistato con tanta fatica e innumerevoli creme anticellulite. Lacrime di commozione da parte del pubblico votante (grazie a tutti coloro che mi hanno votata!)
uhmm... No, non mi piace uscire di scena. E poi inciamperei sicuramente sul più bello. Torniamo a lavorare,và.

sabato, settembre 17, 2005
TO PIERCE.
Quale sia il metodo giusto, io non lo so.
Ho acceso la radio oggi, in mezzo al traffico del sabato, tergicristalli a pulire vetro e gocce e pensieri. Ho cantato un pò qualche canzone effimera, souvenir, poi sono scesa giù. Ho portato a sviluppare un pò di foto che avevo lì da tempo, in trepida attesa di poter essere sfogliate da qualcuno e conservate nel buio legnoso di uno scaffale odoroso, per anni.
Il fotografo ha approcciato un sorriso e qualche parola. Ha capito che non funzionava, nonostante il suo irrefrenabile interesse per i miei viaggi.
Sono risalita in macchina, motore e musica e pioggia e io. Mi sono fatta tre buchi in un orecchio. E' un dolore piacevole quando ti bucano. Ti sveglia, ti rende consapevole che anche la tua cartilagine è tua, sta attaccata lì anche se non le presti attenzione e magari anche lei, nel suo piccolo, soffre della mancanza di attenzioni. Forse un pò tutti stiamo attaccati lì, in attesa che qualcuno elabori all'improvviso di usarci come ornamento.
Fiera di aver affrontato a testa alta il dolore e di avere vinto io sul buco, ho creduto fosse il caso di premiarmi acquistando una splendida giacca di pelle marrone, tutta lisa, da cowgirl. Esco con la mia borsa, il mio orecchio bucato, il cuore che batte ad intermittenza aritmica e continuo a non sapere quale sia il metodo giusto.
E ripenso ad una bella scena di un film che ho visto ultimamente, LAST DAYS.
Lui è disteso a terra, forse è morto ma chi può dirlo? Ad un certo punto, mentre la presa indugia su di lui da dietro una porta a vetri seminascosta, emerge un riflesso. La sua anima, nuda, si rialza piano. Va via da quel fagotto informe e stanco che giace a terra, e inizia a salire. Ma non vola, si arrampica verso il cielo aggrappandosi a qualche immaginario gradino.
E' una scala che ad occhio nudo non si può vedere, ma c'è.
Ognuno può chiamarla come desidera, purchè sappia che porta al cielo.
mercoledì, settembre 14, 2005
PRIMA DI DORMIRE.
Chissà poi se quella tua solidità così satinata, la tua ragionevolezza limpida e ordinata non hanno nemmeno una crepa.
O se dentro c'è un disordine simile al mio, vestiti buttati sul letto disfatto, borse abbandonate per terra a disegnare i miei percorsi sul legno, una spazzola, libri. I cuscini accatastati sulle poltrone, colori, cose. La marmellata del mattino ancora fuori dal frigo e la tazza con un fondo di caffè.
Chissà se mi dici tutti i punti e virgola, tra un mosaico e l'altro di immagini, ricordi, riflessioni. O tieni qualcosa per te, celato come un segreto triste o come un tesoro luminescente tra gli spazi di me nella tua vita, il mio bussare a volte dolce altre irruente, le mie pretese, i miei sorrisi, i silenzi colmati solo dai racconti del corpo.
Io ti sento, si. Ma a volte le frequenze sembrano disturbate. Magari sono stanca, meglio spegnere la luce.
lunedì, settembre 12, 2005
Vorrei essere una donna forte, di quelle in cui la fermezza non è mai ruvida, ma dolcissima.
Vorrei sorridere alla vita, sapere cosa dire in ogni occasione, avere parole misurate e opportune, ricolme di energia e di verità.
Sentire senza rancore, non abbandonarmi mai alla rabbia scomposta, infantile, sterile, misera.
Vorrei abbracciarti, anzichè rimproverarti, quando si possono perdonare gli errori che non contano nulla e tenerti al caldo, qui sul cuore. Che tutti hanno bisogno di un rifugio, dove chiudere gli occhi e smettere di guardarsi alle spalle.
Vorrei imparare a pregare senza recitare una formula. E ripulire lo sguardo dai sentimenti gretti, che mi offuscano l'anima come una cappa antitraspirante, vedere con luce nuova quante ricchezze mi appartengono, riempirmi di fede fine a se stessa, che altro non è che una forma d'amore.
Voglio volerti bene.
Perchè il senso di ogni cosa è solo in questo, non importa se me ne vuoi anche tu.
giovedì, settembre 08, 2005
Non guardare troppo a lungo nell'Abisso.
Altrimenti sarà l'Abisso a guardare dentro di te.

lunedì, settembre 05, 2005
AWAY.
Ho poco tempo. Metti via quella roba che non mi serve più. No, non mi serve più.
Mi sono rimasti addosso i colori che avevo negli occhi. Un collage in velocità, un susseguirsi di immagini rosa, gialle, verdi, blu, pelle, umido, caldo, mani. Velocemente afferro tutto, nella consapevolezza che non c'è tempo, tutto svanirà a breve.
E io rimarrò solo con le sensazioni che ho intrappolato nei miei sensi porosi, attenti a cogliere tutto.
Voci, onde. Scricchiolare della sabbia sotto i piedi, la barca che dondola. Distesa sulla prua, quasi nuda, è l'unione con il vento che mi fa sentire parte armonica della natura. Quella caletta bianca laggiù, immagini d'amore e di pienezza.
Mentre nuoto l'acqua mi entra dentro, lava via ogni sporcizia, là negli angoli dove è sempre difficile pulire e ti devi mettere a strofinare in ginocchio.
Non ho tempo, sta già dissolvendosi tutto nella bellezza successiva, nella pienezza che sento dentro di me perchè vivo e osservo, conosco e amo, parlo, penso disquisico, sto in slenzio. Tengo un'altra mano nella mia mano, e butto giù un pò di vino, incredibilmente fresco. Dopo tanto tempo che non bevevo.
Fantastica velocità, che ora mi riporta qui e mi rende lucida mentre so che cosa conta veramente e che cosa non è altro che una brutta ombra, nell'universo illuminato da uno splendido sole.
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