LE CATENE SISISI!!!
Chiamata in causa dalla buona Pedra Almaviva mi presto al giuoco....sarò scarna e concisa, del resto posto dall'ufficio, che non è cosa buona e giusta. Inoltre, non chiamerò in causa nessun altro blogger, se non gli ipotetici volenterosi che vogliono continuare il giro.
1) Libri nella mia biblioteca
Pochi. I libri a cui sono più affezionata sono sparsi essenzialmente nella casa di campagna dei nonni, luogo di pace e grandi letture da quando sono bambina. In ogni caso ora sostano nei miei appartamenti un "Codice da Vinci " (presto abbandonato dopo avere scoperto che è solo un romanzucolo da spiaggia) e una guida della Cina di National Geographic, così per ravvivare la memoria.
2. Ultimo libro comprato
La produzione culturale, Diana Crane.
3. Libro che stai leggendo ora
Attualmente non sto leggendo proprio nulla. Triste a dirsi, ma dopo il lavoro gli unici libri che mi capitano tra le mani sono quelli di Sociologia Economica, il prossimo esame che darò. Si spera.
4. Tre libri che consiglio
Follia - McGrath. (Per gli amanti dell'emotività estrema, quella che ti scuote alla vita)
L'insostenibile leggerezza dell'essere -Kundera (Per chi ama fare filosofia spiccia e adora i panni dell'intellettuale a tempo perso)
Io Uccido - Faletti (Per chi vuole sfatare le posizioni troppo stereotipate di chi ha sparato a zero su questo libro, e ne vuole riconoscere il fascino.
VIOLENT PEACE.
In Italia non c'è guerra da circa 60 anni.
Ma è pace questa?
Spezzo il silenzio di questo periodo solo in quanto credo di avere la necessità e l'obbligo di fermarmi a riflettere un istante, questa sera. Per non vivere solo di lavoro, cibo, sonno, sesso, divertimento, niente.
Questa mattina la notizia di Londra e del suo strappo è arrivata tramite Bloomberg, sotto forma di 4 parole in sovraimpressione tra il rosso e il verde dei titoli che salgono e scendono. C'è chi ha continuato a lavorare come se nulla fosse accaduto, chi ha guardato distrattamente lo speciale chiededo di tanto in tanto che tempo facesse e quanti morti ci fossero stati, c'è chi è uscito in pausa pranzo a prendersi un gelato e chi si è fermato a scoprire quanto si è rivalutato l'euro.
Io non mi sento in pace.
Guardo il mio mondo lacerato in cui vengo colpita dalla strage di Londra perchè la sento qui, dietro l'angolo. Mi chiedo se una strage ha più valore di un'altra, se un palestinese morto è più leggero di un europeo. Mi chiedo se si può mettere la parola fine dopo una notizia del genere. Dopo 10, 100, 1000 notizie del genere.
Non importa chi è stato e come verrà usato questo evento dall'amalgama puzzolente dei media e da chi li manovra. Terrorismo islamico? Atto di forza contro il G8? Bush camuffato da islamico che tenta di deviare l'attenzione dal G8 ai terroristi?
In verità, non me ne importa nulla. Non è questo il punto.
Il punto è che nessuno opera affichè ci si approssimi ad uno stato di pace. Violent peace, è tutto ciò che possiamo sperare. Che non arrivi qualcuno ad ammazzarci prima che l'abbiamo fatto noi, laggiù, nel suo paese.