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martedì, maggio 31, 2005
DOMANDE.
1) Quanti di voi hanno capito esattamente quali problemi vuole sciogliere il prossimo referendum?
2) Quanti di voi hanno provveduto a documentarsi approfonditamente in merito?
(Al di à degli slogan da supermercato e dei bunner divertenti alla Hello Kitty, si intende).
3) Quanti di voi conoscono il procedimento medico tramite il quale viene operativizzata la fecondazione artificiale?
(Ovvero: il procedimento di diagnosi della sterilità, la cura ormonale (friendly oppure hard) somministrata alla candidata madre al fine di prepararla all'operazione, il numero di ovociti che vengono fatti maturare e a che trattamento vengono sottoposti, l'impianto dell'uovo fecondato e gli eventuali aborti che si rendono necessari, la diagnosi pre-impianto, le statistiche numeriche che attestano quanti tentativi di fecondazione artificiale friendly vanno a buon fine rispetto ai tentativi con metodo hard, le problematiche fisiologiche che possono insorgere nella madre a causa del trattamento ormonale, che cosa accade a posteriori dei restanti embrioni surgelati, etc)
4) Quanti di voi sanno fornire una DEFINIZIONE SCIENTIFICA PER DETERMINARE RAZIONALMENTE in che momento esatto della vita un essere vivente cessa di essere materiale biologico e diventa persona umana ai prissimi stadi della propria vita?
5) Quanti di voi sanno che le cellule staminali sono presenti in qualunque essere umano adulto oltre che nel cordone ombelicale e quindi non solo nell'embrione?
6) Quanti di voi pensano che avere un figlio a tutti i costi valga la pena di forzare la natura al punto di richiedere del seme esterno al gruppo genitoriale? Considerato per altro il numero di bambini già fatti che avrebbe bisogno di una famiglia.
7) Quanti di voi hanno riflettuto sul fatto che per quanto possiate amare e coccolare uno spermatozoo lui non potrà mai chiamarvi MAMMA mentre un embrione in un battito di ciglia avrebbe bisogno del golfino?
Per quanto mi riguarda sono consapevole della mia abissale ignoranza in merito a questo argomento.
Ho cercato di porvi rimedio documentandomi il più possibile, leggendo, ascoltando convegni tenuti da medici. Non di certo da politici o da clericali. Ho scoperto che la maggior parte dell'informazione che viene veicolata è incompleta/ingannevole e comunque sempre troppo approssimativa.
La follia di proporre questo referendum alla folla si espliciterà nel voto di due tipologie di persone: quelle che voteranno asservite all'ideologia di turno (di qualunque genere essa sia) e quelle che non voteranno affatto (per noia, per ignoranza, per timore).
Questa è la società in cui viviamo. In cui le decisioni sulla vita, la salute e l'etica vengono prese dalla sorte.
lunedì, maggio 30, 2005
CORRISPONDENZ@
Ho letto la tua mail nella fase del dopo colazione della domenica mattina, verso le 11 circa, in stato comatoso irreversibile. Al solito.
In effetti, mi ha messo un pò di angoscia, così subito dopo il caffelatte.
Soprattutto quella notizia lì della Lia, tutta figa e tettuta, che fa le sfilate qua e là e certamente si sente se non Dio, qualcosa di molto simile.
Per lo meno sta con il tipo dal panzotto sfigato e questo mi consola, mi fa venire meno vaginite. Peccato che oltre al gonfiore intestinale lo sbarbatello possegga anche una clinica medica e qualche quattrino in eccesso. Lei non è laureata in medicina?
Dovresti cercare di farti un pò meno di gossip endovenosi comunque, il problema è che alla fine tutti hanno un cumulo di luccichio da mostrare e poi magari sotto sotto campano male, un osso rotto qua e uno là. Vai a sapere.
Le persone più vere sono quelle che tocchi. Che si vede quando va bene e quando dopo un pò il vento cambia rotta prima che tu abbia cazzato la randa (!).
Gente come te, come me, come Kiara. Ognuna con le proprie crisi isteriche, d'asma magari. Con il sorriso tra le lacrime e i capelli che soffrono l'umidità.
Gente che tra noi ci si aiuta, quando ce n'è veramente bisogno.
E per una volta ci si toglie anche l'occhialone Chanel dietro cui nascondere tutto quanto.
Il discorso più teso è invece quello che mi fai sulla compagnia tutta al femminile. Quando si ricomincia a divertirsi solo tra donne è un guaio. E nell'ordine le cause sono da individuarsi tra:
- gli uomini che stai frequentando sono: ignoranti/ oppressivi/ impotenti/ altro.
- i tuoi ormoni stanno decomponendosi progressivamente in seguito alla frenetica attività degli ultimi anni e ai radicali liberi.
- tra donne ci si capisce di più. Quindi significa che dibatti ormai solo di cellulite, smagliature, ciclo e disturbi dell'orgasmo.
Detto questo, ti propongo una sana rivisitazione dei rapporti etero, che possono offrire soddisfazioni intrinseche da non dimenticare del tutto. Anche a livello amicale, intendo. Anzi, lo slogan per il tuo prossimo futuro deve essere:
"PIù ATTENZIONE AL PISELLONE. MENO DONNINE PIù ENDORFINE"
Okkei? Comunque vediamoci, sentiamoci, facciamo le modelle a casa mia una sera (così, per provare anche noi), gunfiamoci le tette, non so. Proponi.
giovedì, maggio 19, 2005
PELO E CONTROPELO.
Ore 8.30 a.m. Lo stato è quello di subcoscienza che mi caratterizza all'incirca fino alle 11 del mattino, tempo in cui inzio a recuperare parte delle facoltà mentali.
La radio ronza qualcosa, forse una sorta di TG in cui la giornalista che conduce si chiama Caccavo di cognome. E' un dettaglio importante.
D'un tratto una voce inconfondibile, è lui è lui. Squillo di tromboni: IL PREMIER.
Vengo trascinata fuori dal coma a forza di colpi d'onda sonora, le castronerie si accumulano senza traduzione all'imbocco del mio organo uditivo e si condensano in un "ERA IMPENSABILE CHE LA MIA LEADERSHIP FOSSE MESSA IN DISCUSSIONE!". E la battuta finale ai colleghi di partito e di coalizione (povere stelle): "ORA CHE SONO SCESO IN CAMPO DI NUOVO PER I COMUNISTI NON C'è SCAMPO".
No, nessun incubo del mattino. Testimonianza reale.
Ora, posto il fatto che di certo non mi schiero dalla parte dell'opposizione nè spiritualmente nè nella pratica, vorrei proporre a tutti voi una domanda su cui riflettere a fondo: potrà mai la scienza, con l'aiuto della ricerca e separatamente della religione, porre rimedio alla gravità del deficit mentale in esseri simili a quest'uomo?
lunedì, maggio 16, 2005
Sono le cose FRAGILI o quelle PREZIOSE a rompersi più facilmente?
martedì, maggio 10, 2005
IL TEMPO DI STURARE.
Da piccola scoppiavo a piangere all'improvviso.
Bastava un gesto, una parola, una negazione ad innescare il processo irreversibile del pianto disperato. Non c'erano preavviso nè avvisaglie di un dolore crescente che si sfogasse nelle lacrime. Il dolore stesso era una sorta di frastuno immediato, improvviso, reazione istantanea ad un'azione, riflesso condizionato senza sovrastrutture.
Vivere, quindi, significava esporsi al rischio continuo di essere investita da qualche immensa delusione che provocasse il pianto.
Me ne stavo lì. Immobile. Senza riuscire più a muovere un solo muscolo. Pervasa totalmente da questo sentimento incontrollabile, che mi annientava. Trattenevo il respiro per qualche secondo, mi sembrava di soffocare tra le morse della disperazione e poi, finalmente, le lacrime, a fiotti. A liberare tutto il turbine di emozioni più grandi di me, a ripulire l'accumulo di negatività.
Una gran fatica fisica. Senza dubbio.
Ad oggi la situazione non è cambiata di molto.
Me ne sto lì. Immobile. Pietrificata dall'intensità del dolore, anestetizzata a tutto ciò che si agita intorno e non sento più nulla, le dimensioni del mio corpo perdono un'estensione precisa, lo stomaco si dilata, si amplia, diventa esofago, gola, diventa bruciore insopportabile, si perde nel vuoto dell'angoscia e nello stupore del malessere.
Ma le lacrime non arrivano più a lavare via tutto.
Rimango sospesa nell'istante dell'attesa, quando il dolore sale e sale, raggiunge il suo apice ed è proprio quello il momento in cui dovrebbe scoppiare, come un temporale. Invece non c'è più flusso, il pianto scende leggero, asettico. E tutta la melma rimane condensata tra stomaco e gola, ad otturare i pensieri e il battito del cuore.

martedì, maggio 03, 2005

E se non lo sapevi, sallo.
lunedì, maggio 02, 2005
E' per questa sensazione piacevole dei piedi nudi nei sandali che adoro il tepore di maggio.

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