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giovedì, marzo 24, 2005

Tra poche ore si parte.
L'Oriente sta aspettando di essere scoperto, nella sua immobilità così mutevole, come un grembo misterioso pervaso di spiritualità.
Io, da stereotipo preciso di donna occidentale, non ho ancora smesso un istante di muovermi, organizzare, lavorare, distribuire saluti, fare valige, leggere guide National Geographic che smembrano la Cina nei suoi percorsi storici, politici e geografici. Sento che la via giusta della conoscenza invece è un'altra. Quella dei sensi.
Spegnerò la mente, lasciando accese solo le narici, per raccogliere i profumi delle attitudini così diverse dell'Oriente, per le spezie e per le stoffe. Le mani, per assaporare ogni consistenza, quella della seta di Shanghai , quella della pietra di Pechino. Gli occhi, affinchè si incontrino con quelli di un popolo così lontano, e possano indagarlo a fondo, comprenderlo, VEDERLO nella sua essenza più profonda.
Mi aspetta un lungo viaggio aereo, depurativo. Cercherò per una volta di non produrre, di non leggere, di non parlare. Penserò se mai, ad avvicinarmi ad uno stato di fertile porosità per accogliere tutto, per farmi nulla e diventare recipiente di esperienze nuove e antichissime, per bere questa sensazione di tradizione e ritualità mista a progressismo e velocità che avverto sempre, quando penso a questo popolo che ha saputo farsi grande, nonostante abbia molto sofferto.
Non riesco comunque a sentirmi del tutto completa all'alba di questa partenza: mi mancheranno alcune cose importanti durante questo pellegrinaggio, di cui una parte saranno le mie usuali dimenticanze (spazzolino, carica batterie del cellulare, pigiama e altri generi di prima necessità). La rimanenza si sintetizza nell'assenza di una sola persona.
See you soon,
Alice*
mercoledì, marzo 23, 2005
"In mancanza di Meglio
ho fatto di Te
la Chiave del mio Universo"
-Yourcenar-
lunedì, marzo 21, 2005
GAME OVER
Qualcuno che conosco ha costruito un castello di sabbia in riva al mare. Era bellissimo.
Ogni mattina andava lì, sul bagnasciuga ancora fradicio di umidità notturna. Le luci dell'alba fredde illuminavano il silenzio del paesaggio, nei paraggi non c'era nessuno. Solo Lui e il Mare. Solo Lui e la sua Fatica. Solo Lui e la Sabbia.
Nonostante gli sforzi, l'Amore per il suo progetto era più forte dei passi stanchi verso la spiaggia, e nulla l'avrebbe mai convinto ad abbandonare le sue immagini di sogno realizzato, e il battito sano del suo cuore che a fine giornata si colmava di soddisfazione per i progressi compiuti.
Tornò un giorno al suo Castello. E non trovò più nulla.
Tutto era stato spazzato via da qualcosa che non sapeva nè di lui nè dell'intensità volenterosa del suo Desiderio.
Rimase ritto di fronte al mare, le spalle tese. Forse una lacrima solcò il suo viso e si dice che avesse un sapore incredibilmente amaro.
Le cose non vanno come DOVREBBERO. Questo accade perchè la Vita non conosce altre storie che la Sua.
domenica, marzo 13, 2005
RAREFATTO.
Naufrago nella domenica come in una glassa viscida.
A pensieri rallentati realizzo che in questo periodo della mia vita sta diventando più importante FARE le cose, piuttosto che SENTIRLE. Questo in breve significa perdere nella velocità delle immagini ogni singola emozione. E se stessi, dentro al divenire.
Voglio fermarmi. Smettere di muovere braccia, mani, gambe, bocca, parole. Guardare in giù, vedere che cosa si agita al di sotto di tutto, scambiare opinioni con i miei desideri, rendermi conto che talvolta qualcosa può anche non piacermi. E avere il diritto di disertare.
Sto qui, e mi rendo conto che non c'è nulla di particolarmente importante nelle strade asfaltate fuori, nei palazzi vecchi o nuovi, nelle auto che si muovono, sul web, in un giornale scritto fitto fitto, nelle Olimpiadi, nel fascismo, nella Cappella Sistina, nella vita del Papa. Se non ogni microframmento di emozione che ha prodotto tutto ciò che vedo.
Non c'è altro da capire se non che i fondamenti non sono mai nell'azione, ma nel pensiero e, ad un sottolivello più profondo, nel sentimento.
Voglio fermarmi. Fare un pacco colorato, pieno di sorprese da condividere.
domenica, marzo 06, 2005
AMERI-CANI. Abbiamo assistito al ritorno di Giuliana Sgrena in Italia con occhio velato dal cordoglio per la morte di Nicola Calipari. A differenza della vicenda DUE SIMONE questa volta il lieto fine non si è verificato e per di più c'è qualche domanda sospesa di troppo in merito alla morte di questo tale. In fondo, uno più uno meno. Peccato che questa volta siano stati i nostri AMICI AMERICANI a fare la marachella, birichini. Dopo avere fatto il danno, hanno deciso di tenersi anche un pò di gadget per ricordo, tra cui il corpo di Nicola. Senza vita. Cattivelli, che cosa mai dovremmo farvi? Mettervi in punizione dietro la lavagna?Niente più marmellata fino alla fine della missione in Iraq? Per ora, vi perdoniamo. E ci impegniamo più di tutto a far passare tramite i mezzi di informazione il concetto ben chiaro che in fondo SIETE AMICI. A.M.I.C.I. E via con un pullulare di espressioni rasserenanti per tutti coloro che guardano il TG riuniti al desco famigliare per cena. Magari si parla anche un pò di questa ragazzina inscosciente, Giuliana, che per fare la pacifista ha voluto andare in mezzo ai cattivi e adesso che ha capito la lezione non vuole più tornare indietro. Lei pensava ad un mondo in cui gli iracheni sono povera gente, attaccata ingiustamente dagli Amici Americani, invece taff!sono crollate tutte le certezze dopo il rapimento. E si è ritrovata in mezzo a gente incattivita, forse un pò troppo stanca di giocare ad un gioco che non ha scelto. Ora starà buona qui in Italia a scrivere articoletti di fondo. E l'opinione pubblica sarà salva. Rimangono quei 2 o 3 particolari poco chiari sul Fuoco Amico degli Amici Americani. Ma si sa, è un popolo che nasce con Hollywood, tutto spara-spara fotti-fotti. E' che gli piace premere il grilletto a quegli Amici Americani lì, sono fatti così, sono ragazzi. Vorremo mica prendercela?Vorremo mica indagare un pò troppo sui perchè e sui per come? Ma no, dall'America ci hanno già fatto un paio di telefonate di scuse, i ministri italiani hanno fatto un pò il broncio ma poi, dai, è stato un incidente. AMICI COME PRIMA.
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