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sabato, febbraio 26, 2005
FOTOGRAMMI DI VITA. Dato esame. Condizioni di psicosi collettiva, il docente è un visionario convinto che nel futuro del mondo vi sia una risposta unica a qualsiasi problema: Comunicazione Pubblica e URP. Butto giù parole a vento in uno scritto a sorpresa, scambio occhiate con Kiara e non sappiamo più se ci viene da ridere o da piangere. Collaborazionismo, vicinanza, supporto. In ultimo conquisto un 29 con superpoteri che non credevo di possedere. Il voto non è quello che desideravo ma date le premesse spicco il volo con il mio libretto. Ricevo proposte di tesi in un bar davanti alla Mole, ci siamo trasferiti lì dopo che l'Università ha chiuso i battenti e io devo ancora firmare il registro. Il Visionario Indemoniato sorseggiando Martini e succo d'anans mi lascia anche il suo numero di cellulare, per parlarne. Voglio sperare che sia per parlarne. Torno a casa alle 20.30, mi scappa da sorridere e la giornata è una happy end.
La Cina è il 24 marzo, è un aereo e 10 ore di volo, è un Paese che non conosco e che non immagino nemmeno. Lavorerò fino alle 17, poi giù per le scale veloce con la mia valigia. Una piena per affrontare i 20° sotto lo zero di Pechino e di Shangai, e una vuota per i regali che comprerò laggiù. Sfoglio il depliant di viaggio, e vedo immagini che non coincidono, il postmoderno iluminato e chimico di una Shangai capitale del progresso e le pietre di una storia antichissima incisa sulla Grande Muraglia. Voglio bere tutta la sensazione d'Oriente, voglio tornare gonfia di Cina. Gonfia di sensazioni diverse.
Due biglietti. Dentro c'è la musica. Dentro c'è un concerto, il 20 luglio a Milano, c'è Bono che canta su di un palco parole che sento mie, come un'armonia unica di pensiero e note. Due biglietti e dentro c'è soprattutto il regalo di una persona importante che nel silenzio compone la mia felicità con tasselli colorati a mosaico. E il disegno inzia a vedersi ormai, sembra bello. Sembra fondamentale.
mercoledì, febbraio 23, 2005
MUTANDE DA BLOGSTAR. Vorrei fare un pò di polemica, se mi consentite. Mi piacerebbe indagare sulle origini di questo termine, BLOGSTAR, che non chiarisce bene l'identikit del personaggio. L'etimologia è di per sè abbastanza criptica, ma chi è il vero papà di questa psicosi della blogosfera?Chi ha avviato la dinamica per cui "cosa vuoi fare da grande? la BlogStar" ? Storicamente, possiamo fare risalire il tutto al primo blograduno, momento di grandi interrogativi per tutte le coscienze blogganti ma anche occasione per il lancio di un marketing della blogosfera dai frutti succosi. Al fine di costruire l'evento, qualcuno tirò fuori secondo la migliore etica televisiva l'esca BLOGSTAR, ovvero la partecipazione al raduno di qualche BIG del BLOG (Hey! Diventa anche tu 1 BIG del BLOG!) a condire l’incontro con la sua fulgida presenza. Fu la prima volta in cui sentii parlare di questa specie affascinante e controversa, quasi epica, direi, che oggi inficia tutti i SOGNI dei bloggher comuni. Da allora comunque, nessuno ha ancora capito CHE COSA FARE ESATTAMENTE per diventare una BlogStar. Si paga?Quanto?Bisogna conoscere qualcuno di importante? Iscriversi ad un partito?Farsi fotografare in perizoma? Mettersi con un calciatore? Non si sa, comunque di sicuro la qualità essenziale NON è "scrivere bene". Facendo 4 salti nel il mondo dei presunti Eletti, di fatto, ci si imbatte in alcuni esempi non troppo convincenti. Ad esempio: Quali sono le qualità possedute da Selvaggia Lucarelli che fanno di lei una BlogStar? Mi sono risposta “le tette!”, che in effetti sono anche l’argomento trattato più approfonditamente sul suo blog. Comunque lei è stata anche da Maurizio Costanzo, tutta strizzata nel suo corpetto nero a fare la brillante, e ha sposato Amilcare...(?)...Alcibiade...(?)...Alvin..., insomma, il figlio di Pappalardo entrando così a fare parte a pieno titolo dell’universo dei famosi. E’ riuscita perfino a farsi pubblicare un libro dalla copertina zebrata viola. Io invece, come molti di voi, sono qui con la mia foto in bianco e nero e il viso espressivo da Prima Comunione a scrivere cose che di sicuro non sono gonfie. Dunque in conclusione, lancio un appello. Chiunque sia colui che ha dato vita a questa competizione per diventare Lollipop della blogosfera, abbia la cortesia di fornire uno specchietto di caratteristiche standard dimensionate chiaramente in modo da conquistare il titolo di BLOGSTAR di diritto. In particolare occorrono precisazioni su. -Numero di accessi giornalieri -Numero di bunner saltellanti con Hello Kitty -Taglia di reggiseno -Numero di libri pubblicati -Colore delle mutande
mercoledì, febbraio 16, 2005
"Ogni Uomo è un abisso. Se uno ci guarda dentro, gli gira la testa" -WOYZECK-
martedì, febbraio 15, 2005
LA LOGICA DELL'ESSERCI. Mi capita ultimamente di cadere spesso nell'intoppo dell'ESSERCI. E di solito, non ci sono. Esserci sempre e comunque, ovunque si vada, esserci qualunque cosa si faccia, spiritualmente e fisicamente, attivamente e passivamente. Esserci telefonicamente. Esserci di testa, col cuore. ESSERCI. Senza pause, senza riflessione, esserci non necessariamente accompagnati da se stessi. Esserci per essere in, per essere out, esserci perchè sennò non sei più tu machecosatisuccede?, esserci perchè tutti devono farlo. esserci perchè se non ci sei vuol dire che non te ne importa più nulla. Se ci sei ESISTI. Se non ci sei SEI ELIMINATO. Senza nemmeno la nomination preliminare. Stanno decadendo sotto i colpi di martello delle presenze mancate tutti i rapporti che prima avevano un posto riservato in prima fila nella mia vita, dal momento che a quanto pare se partecipi guadagni la telecamera, in caso contrario diventi un ricordo, più o meno sbiadito, una foto tra le 1000 delle vacanze trascorse. Ed io, che credo ancora a quei ponti sottili e trasparenti che una volta costruiti sono destinati ad assistere a tutte le ere della vita, mi ritrovo a contare tutte le persone importanti che non ci sono state quando avrebbero veramente dovuto. ESSERCI.
sabato, febbraio 05, 2005
Ci sono alcuni giorni in cui avrei davvero voglia di. Dire veramente alle persone ciò che penso di loro, manifestare il mio disgusto di fronte a situazioni, ideologie e vestiti di pessimo gusto, non ridere di circostanza, smetterla di sorridere a chicchessia e di ringraziare per i complimenti a sproposito, urlare in faccia ad un laido disgustoso porco che lo è veramente e che farebbe bene a svestirsi di quell'aria da super-uomo arrivato. Che tanto è solo un povero fallito. Non salutare, non rispondere, tirare una sberla a chi ha oltrepassato ogni limite, uscire per strada e prendere a sprangate le macchine che sono parcheggiate da qualche minorato lobotomizzato, distruggere certezze, false credenze, falsi alibi, mettere ognuno di fronte alla verità e alle sue menzogne, licenziarmi, andare via. Vivere cazzeggiando, inventando scuse, accampando temporeggiamenti, vomitare accuse, vomitare vendette. Seviziare la signora che mi ha affittato la casa in montagna, bruciarle la villetta in posizione tranquilla fuori città dove vive serena mentre mi si ghiaccia l'impianto dell'acqua, dire 4 parole a qualcuno di troppo, umiliare chi se lo merita, passare dalla parte del torto, vantarmene. Fare piangere qualcuno, tanto che non riesce più a smettere, non dire più una parola tanto meno di quelle che tutti si aspettano che io dica. Essere cruda, gretta, egoista, viziata, viziosa, bastarda, crudele, cattiva, maligna, gelosa, subdola, falsa, carogna, incazzata, amorale, bugiarda, odiosa, odiata. Fare paura. Sfogare tutto quello che si accumula, togliermi di dosso tutta questa terra sporca, finirla con gli atteggiamenti da scolaretta diligente, fare la pazza, lasciare di stucco tutti quanti, deludere chi conta su di me per le sue soddisfazioni personali, farla pagare tutta quanta a chi me ne ha fatta anche solo mezza, ferire qualcuno tanto da impedirgli di reagire, distruggere le nevrosi altrui con il disprezzo. Abbandonare le mie scelte a metà, sfruttare le occasioni buone e fotterle quando diventano un pò meno buone. Lasciare in panne qualcuno ridendogli in faccia, prendermi ciò che mi spetta, non dare nulla di ciò che non devo e tenermi anche ciò che dovrei ridare. Urlare, picchiare, distruggere. Forse sono pazza. Chi se frega.
martedì, febbraio 01, 2005
L'Amore non è un'illusione, ESISTE eccome. Forse non nelle forme in cui siamo soliti nominarlo in vano. Però HA LE SUE LEGGI. L'Amore non paga se viene mutilato orrendamente. L'Amore non paga se urla nel vuoto. L'Amore non paga se ogni tentativo fallisce. Se viene picchiato, offeso, ingannato, svilito, dimenticato, rinnegato.
L'Amore prende le sue cose, forse dopo molto tempo, e se ne va. Volta le spalle, cerca un nuovo posto dove costruire la sua Casa.
L'Amore non pugnala, ma è uno SPECCHIO. Ci si pugnala da soli. "Felice è chi sa amare" "Felice è chi sa amare" "Felice è chi sa amare"
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