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martedì, settembre 28, 2004
STAZIONI METEREOLOGICHE.
Questa scienza che consente di scoprire se domani splenderà il sole o se la pioggia ricoprirà ogni cosa. Quale buffa invenzione. Seguire i movimenti del cielo per pianificare se sarà il caso di comperare un gelato, oppure di rivisitare un cd di musica triste, da accompagnare al rumore delle gocce.
La metereologia interiore è cosa diversa.
Mi sono chiesta questa sera quanto intensamente si stia avvicinando l'autunno. E ho guardato il panorama di mezzo sole e mezza ombra che mi pervade, le foglie che tentennano ai sospiri del vento, i colori che in questa luce aranciata si allungano a dismisura, fino a perdere i contorni del loro nome. Ho ascoltato le brezze tiepide fino a percepirne la punta metallica, con un brivido. Ho guardato il mio cielo come se lo conoscessi davvero, come se potessi addentrami senza paure, fino su, dove l'aria si dissolve, il capogiro non è piacevole e il blu si fa più scuro. Volando verso i miei paesi caldi, tendo sempre a non guardarmi alle spalle, per non scorgere l'arrivo del mantello ottenebrante che raffredderà questo tepore languido,che percepisco nel muovermi tra me e me. Ma questa volta qualcosa è cambiato.Forse solo il desiderio di aprire lo spirito al mio volo, senza timori nei confronti di un brusco cambiamento stagionale.
L'autunno si avvicina inevitabilmente nel percorso parabolico di ogni momento della vita, ne è componente fondamentale, così come il sole irriverente dell'estate. Ogni azione o sentire trova compimento e rinascita nel naturale susseguirsi delle stagioni dell'anima, nella tristezza cupa o malinconica di un istante, così come nella gioia travolgente di un attimo. Sono scossa da un profondo fascino mentre attraverso questi cicli naturali, le burrasche e le schiarite, il freddo e il caldo torrido. La sensazione di vita mi ricolma fino ad esplodere in un sorriso di sollievo, dopo il sonno senza sogni del passato.
Guardo fuori il cielo nero, ricoperto di stelle, sopra le colline. E non mi importa che tempo farà domani.
Non ho bisogno di stazioni metereologiche. Voglio esserci solo io a scoprire se ci sarà il Sole.
domenica, settembre 26, 2004
giovedì, settembre 23, 2004
SQUALLIDI TEATRINI&ALTRE CARAMELLE.
Vi sono poche cose al mondo che mi guastano veramente l'appetito.
Le bugie, rigare la macchina, spezzare il tacco delle scarpe, assistere impotente al progressivo decesso dei diritti umani, un innocente sofferente deriso del suo male, un'unghia rotta, le pettinatrici incompetenti, le litigate superflue, i sentimenti calpestati, e RITROVARMI GRACIDANTE ED ISTERICA IN UFFICIO per di più oltre il termine dell'orario di lavoro.
Ore 18.00- Giovedì sera- per la 40esima volta nel corso della stessa giornata solare la mia collega mi manda malamente altrove strappandomi cartacei e altri oggetti funzionali dalle mani, con tono presuntuoso da vittima sacrificale del lavoro. Mi sento per un istante una mantenuta e rifletto seriamente sulla possibilità di andare a smaltarmi le unghie nella sala più in là.
Ore 18.01- Con voce ancora controllata, seppur strozzata in una morsa di ferro, azzardo frase astioso/conciliatoria ornata di improbabili vezzeggiativi, che si rivela miccia per vulcani in eruzione. Ricevo risposta abbaiante, condita da un "TESORO" in gara per il Nobel della Cordialità e spunto interessante per le novelle strategie militari dell'America di Bush.
Ore 18.02- Scoppia il conflitto in un carnevale di urletti inizialmente contenuti e poi sempre più trombettanti, a fiorire in un concerto di grida che nulla può invidiare al FRUTTA&VERDURA di Porta Palazzo.
Ore 18.05- Mi risveglio all'interno di scena tarantiniana, con note acute che mi scivolano a fiotti tra le parole ululate, brandendo biro già di per sè malferma come sciabola pronta a ferire. Sposto una ciocca, scivolatami sugli occhi nella foga, posizione da combattimento, arriva un terzo personaggio ignaro e innocente, mi rivolgo bellicosa anche verso di esso. Occhi di fuoco, prendo la mira come un cecchino, salto qua e là in una botte di ferro, con le mie super-motivazioni da donna-sempre-nel-giusto...tacchetto nervosa come animale selvaggio, sfodero le zanne, depisto i commentatori.
E poi mi accorgo che intorno non c'è nemico e neanche pescivendolo e fruttivendolo.Siamo solo io, collega, Banca per grandi investitori e simpatico cliente in visita.
Credo che da domani prenderò una decisione definitiva: o al fronte, o al mercato.
lunedì, settembre 20, 2004
"Tutte le Donne adorano i fascisti,
una pedata in faccia,
il cuore brutale di un bruto come Te"
-SYLVIA PLATH-
...pur essendomi sempre ritenuta una delle ultime vere RIBELLI, sto scoprendo il valore delle armi nel saper cedere, di fronte a qualcuno che sappia placarmi senza possibilità di scampo. Adoro la fermezza ruvida in un uomo, perchè posso decostruila con il gusto dolce di gesti morbidi, bere a fondo LIBERTA' nell'affermazione del mio essere inesauribilmente Donna.
giovedì, settembre 16, 2004
Un sipario sottile corre tra le certezze e la verità...
Come maschere esasperate nei loro sentimenti, viviamo sul palco delle certezze, recitando il copione sperato, come se avessimo potuto scriverlo in sogno, vestiti di momenti che in fondo sappiamo aspettarci, compiendo mosse che abbiamo studiato, talvolta. Muoviamo passi su terreni immaginati, come se nulla potesse subentrare a destabilizzare il nostro piccolo universo danzante di domande e risposte, orari e permessi, baci e schiaffi. Danzando, prestiamo attenzione a calpestare le orme che abbiamo disegnato con le nostre aspettative, conduciamo il ballerino con braccia sicure, verso i margini del palco, per rimirare la folla che assiste rapita.
Vorticosamente. Adoriamo questo gesticolare previsto, l'abbiamo costruito con ogni istante della nostra volontà, come se null'altro al mondo fosse degno di impegnare le nostre enrgie. Conosciamo il nostro futuro, perchè non potrebbe proseguire altrimenti, questa recita.
Così patetica e splendida e vera.
Così rasserenante e pulita, anche negli istanti più tetri, null'altro che brevi rannuvolamenti destinati a sciogliersi ai primi caldi.
Poi, un giorno, per caso una mano ignara non sbatte contro la parete purpurea, ma vi penetra fino in fondo, come su di un tessuto di molli venature ed è proprio allora, d'improvviso. Che tutto si dissolve.
Scostato il sipario, scopriamo che stiamo ballando sulla polvere e senza pubblico. Cataste di rottami ad ornare la scena, confondono impietosamente i sensi sciolti dal panico e dall'amarezza e ci sediamo senza forze. Ad osservare questa Solitudine in abito da sera, che languidamente ride di tutto ciò che avevamo pensato di rappresentare con le nostre splendide danze, dall'interno di una maschera buffa, ma commovente.
lunedì, settembre 13, 2004
Vorrei poter asciugare lacrime.
E sciogliere le mie sul corpo senza vita di un bambino. Disteso, con il suo piombo dentro la fronte, senza più mente.
Non so capire quanto in profondità possa arrivare il dolore. Spengo i sensi un pò prima della lacerazione.
Forse questa è l'indifferenza.
L'incapacità di sopportare un dolore tanto esteso da non essere avvertito nè compreso.
Beslan.
giovedì, settembre 02, 2004
MA PERCHè NON MI CHIAMA?E SOPRATTUTTO: COME MI FACCIO LE UNGHIE DOMANI?
Leggere gli altrui blog non è mai stata un'attività determinante nella partecipazione a questo grande blob virtuale in cui mi sono addentrata. Devo ammettere però di essermi persa nell'ultimo anno tutta una serie di succosi bocconcini che sto tentando di gustare solo ultimamente con lo stesso piacere languido e perverso che si usa con un dessert irresistibile.
Del resto, la lettura navighereccia mi ha consentito di percorrere le strade più intime del grande emisfero cerebrale composto da centinaia di blog, andando a scoprire che in fondo, non siamo esattamente nel PAESE DELLE MERAVIGLIE. Di fatto, se è vero che ho sempre immaginato di trovarmi all'interno di una zona franca, esiliata da tutta quella sfera semantica appartenente alla categoria "C'è POSTA PER TE" e comunque facente capo alla Generalessa De Filippi, comandante di streminate truppe di veline, velini, parenti sperduti, figli illegittimi, figli legittimi ma down, e incapaci di vario genere...ora devo accorgermi che in verità NON C'è SCAMPO.
Svolazzando qua e là tra un blog e l'altro, infatti, ci si imbatte 1 volta su 2 nella tipologia tipica di "BLOG COSTANTINO" ovvero un agglomerato tragicomico di luoghi comuni, parafrasi riciclate, congiuntivi latitanti o nettamente falliti, concetti trendy, parole trendy, atteggiamenti approvati dalla Milano da Bere e firmati Sono Giovane al Punto Giusto. Tra una sciccheria e l'altra, ecco che sbocciano come fiori dopo il disgelo lacrimose descrizioni di amori in difficoltà, dichiarazioni strappalacrime e petrarcate multiformi. Tra una smanceria, un bacio e la descrizione di un bel regalo, presto emerge la figura dell'OMO ke c'ha da puzzà e che immancabilmente dispensa sofferenze e crudeltà alla biondina fragile e accondiscendente della situazione. Che però, ATTENZIONE tutti ometti furbetti!, ha l'intelligenza dalla sua e sa anche prendersi le proprie rivincite al momento buono...per poi rientrare nel personaggio della Sirenetta quando la mareggiata è ormai un lontano ricordo.
Per fortuna, tra rose e fragranze trash, compare anche qualche blog che se proprio deve ricalcare l'influsso mediatico lo fa con un pizzico di ironia in più, e anche con quel tocco di intenzionalità che non guasta mai. Ed ecco quindi, un agitarsi di post a sfondo sessual-mercataro comprensivi di descrizioni delle varie voglie-fantasie-esperienze simpatiche&originali, dettagliato modo d'uso di parti corporee più o meno sviluppate, utilizzo di oggetti, ortaggi o persone al fine di dare sfogo all'istinto, anche durante la pausa pranzo. Senza contare le gallerie fotografiche degli autori stessi, ritratti spesso in semplici pose naturali con stivaloni sopra il ginocchio piuttosto che espressioni non esattamente rasserenanti.
Detto questo. Grazie al cielo, la libertà di parola (che non si può dire quanto a lungo ancora potremo vantare) consente a chiunque di esprimere se stesso attraverso le parole e i concetti che si sente di comunicare. Dunque, valutando velocemente tutti i parametri, riassumendo gli argomenti trattati da una vasto numero di bloggers (amore, va bene?va male?sesso, con chi lo faccio?con quale oggetto?chi non me lo da?, moda, nuovo taglio di capelli, che bello fare shopping), e considerando lo sfacelo di questo mondo...
SENTO DI DOVER ATTRIBUIRE UFFICIALMENTE TUTTE LE COLPE A QUELL'OMONE DELLA DE FILIPPI.
e anche un pò alla muscolatura striata di Costantino L'Italiano. (Mioddio).
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