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lunedì, maggio 31, 2004
Dalla collina si vedono le luci del mondo. Di notte, le fronde degli alberi coprono solo in parte il buio illuminato e nessun rumore è tanto forte da impedire ad X di ascoltare il proprio respiro. E' in quel momento, quando le ombre avvolgono il corpo con il calore del nulla, che vorrebbe andare via. Al risveglio, lo stupore di tutti nello scoprire che al suo posto non v'è che aria, durerebbe qualche lunghissimo minuto... e poi, di colpo, la macchina risucchierebbe di nuovo attenzioni, energie, sentimenti. Nel frastuono, l'universo di X riprenderebbe a muoversi. Da solo.
Nel silenzio, X cammina sui suoi passi. Instabile, si muove piano per non cadere. Forse sono i tacchi altissimi che indossa sempre a rendere l'andatura tanto faticosa, anche se questa notte i suoi piedi sono scalzi. Non importa-pensa-presto il giorno illuminerà il cammino e potrò correre. Sarebbe meglio se Y fosse qui, però. Mi farei sorreggere dalle sue braccia, forse potrebbe addirittura portarmi con la sua forza, senza farmi camminare. Del resto, ormai, arranco. Potrebbe riempire i miei sensi con le sue parole, il suo coraggio sarebbe il mio, i suoi passi sarebbero i miei. Ma Y non ha braccia, nè forza nè parole.
X vede la notte dalla collina. Si racconta di sè mentre cammina sul selciato freddo e per un momento, crede alle favole. Vorrebbe correre da un panettiere di sabato mattina presto, e scoppiare a piangere per scoprire la consolazione. Vorrebbe trovare decine di quadrifogli e metterli tutti in un bel vasetto con l'acqua, perchè non appassiscano, vorrebbe giocare a guardie e ladri in ufficio e anche fuori, vorrebbe trovarsi dietro una telecamera e guardare il mondo, per ricostruirlo tutto. Vorrebbe che Y fosse veramente l'immagine meravigliosa che giace nell'anima di tutti.
venerdì, maggio 21, 2004
LOOSING...
La verità è che NON SO.
Non so che strada prendere, se al semaforo girare a destra o a sinistra. Diritto non si può, non so perchè.
Non so se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto e soprattutto di che cosa. Non so se grasso è bello e se le pensioni esistono davvero. Non so se la terra gira in senso orario oppure antiorario, comunque propendo per la seconda opzione. Non so se i miei occhi sono veramente neri oppure l'hanno scritto sulla carta d'identità solo per non farmi sentire troppo banale.
Non so di che pasta sono fatta, e se è pasta o solo grano duro. Non so se è meglio fare politica o fare i politici, non so che cosa mangiare al ristorante, se un primo o un secondo, o altri numeri. L'antipasto non è nè carne nè pesce. Non so che cosa ne penso della globalizzazione, soprattutto perchè il termine, una volta diventato di moda, ha smarrito il suo significato. Non so è meglio Alice oppure Eloisa, Anna sta in mezzo, e per questo mi è antipatica. Non so a che punto mi colloco, se sono più buona o più cattiva, e a questo punto traslerei la valutazione sul piano del giusto e dello sbagliato. E sicuramente non appartengo alla prima area semantica.
Non so che cos'è una tortura. E quando se ne parla, un pò non ci credo. Non so se l'immagine che ho di fronte appartiene ancora al film di Tarantino che sto guardando con i miei amici, o se appartiene a qualcosa che nè io nè i miei amici vogliamo vedere. Non so se il Cappellaio Matto mi ha invitata al thè delle 5 o è stato tutto un sogno, non so se questo accidenti di Paese delle Meraviglie finirà prima o poi. Ma siamo ancora nella Regione Piemonte?
Non so è Pepsi o Coca Cola e comunque me lo chiedo solo perchè non posso bere Bacardi Breezer, non so nè di me nè di te, non so se è meglio la pizza o il gelato e per questo li mangio sempre tutti e due, non so a che cosa voglio rinunciare, non so a che cosa devo rinunciare, non so è meglio il rosa o il verde, e poi mi vesto di nero. Non so perchè, che cosa, dove, come, chi, quando, e allora? non so se ci sono, non so chi vorrei che ci fosse, non so perchè sorrido sempre a tutti, non so perchè sorrido, non so come si fa, e soprattutto non so se ne ho voglia. Non so perdonare, non so abbassare la testa, non so piangere, non so dimenticare, non so accettare, non so qual'è la verità.
Non so se abbiamo bisogno di amare davvero, o se ricreamo un Format attinente, accettabile, polite.
mercoledì, maggio 12, 2004
MALATI A MAGGIO, BEL TEMPO SI SPERA
La mortificazione fisica e morale dovuta all'inattività lavorativa, protrattasi per le ultime 48 ore, e forse anche la personalità disturbata degli ultimi fenomeni metereologici (sole-pioggia-vento-sberleffo-sole/pioggia-dito medio-grandine...), MI HANNO CAUSATO UNA FASTIDIOSA INFLUENZA.
Tuttavia, data la RETTITUDINE della mia professionalità e forse anche a causa degli INNUMEREVOLI CARTONI ANIMATI GIAPPONESI che durante l'infanzia mi sono sukkiata per osmosi (pensiamo ad una MIMI' AIUARA, per esempio), eccomi in ufficio!!! La scenetta da commedia all'italiana si presta a 4 (o più) risate: giaccio sommersa da cumuli di fazzolettini super-usati e altri oggetti da soffio umidicci, semiincosciente, la mia produttività è ridotta del 50% circa a causa del continuo starnutire, alternato allegramente a qualche colpo di tosse... Le mie condizioni di salute da piccola fiammiferaia e l'attitudine quasi musicale delle mie estrenazioni fisiche, hanno ovviamente attirato l'attenzione dei vari HOMINI PROMOTER FINANZIARII, che al fine di risollevarmi il morale transitano a scadenza regolare di 5 minuti di fronte al mio loculo esibendo battute e complimenti da bar medio di Paese. La domanda che mi si riprone senza imbarazzo in testa è: "riuscirò a non uccidere prima della fine dell'orario di lavoro?" e anche "Quanto a lungo durerà ancora il sorriso di cartongesso che ho tirato fuori dalla mia quinquennale esperienza di hostess?"
Interrogativi per ora senza risposta, ne racimoleranno sicuramente una nel caso in cui un esemplare della specie dovesse subentrare con fare accattivante e pezzatura bipolare sulla camicia, offrendomi aiuto per qualunque problema tramite l'OGGETTO MAGICO: il biglietto da visita.
Nel frattempo, il cielo impazza: io e la mia febbre 38° siamo entrate con il sole quaggiù, nell'habitat del promoter, ed ora ne usciremo a nuoto...anche se un pò di sport non fa mai male, inizio ad innervosirmi...
martedì, maggio 11, 2004
PANIKO DA INATTIVITA'.
Status di momentanea confusione complulsiva in seguito a periodo di densità produttiva.
E' finito il tempo delle 13 ore lavorative giornaliere. Venerdì ho sbaraccato la mia postazione di RESPONSABILE DI SELEZIONE in Adecco,ho composto un fagotto con :l'agenda di Adecco con tutti i miei appuntamenti, il calendario di Adecco con tutti i giorni della settimana sbarrati (come si fa a militare), 3 o 4 pacchetti di post-it (che possono sempre servire), qualche decina di penna Adecco, gli evidenziatori e i pennarelloni con cui ornavo le schede dei colloqui (?)
In seguito ad opportuno PARTY DI ADDIO, corroborato da pasticcini, marito della Contessa in veste di special guest e regalino commosso da parte delle colleghe, sono tornata mestamente alle vecchie abitudini.
Dopo un week end impegnativo, comprensivo di scorribande automobilistiche notturne, splendido bagno di blogger, ospiti graditi ma complicati (cito la KUGGINA LUNA, adorata tranne che per le letture ad alta voce di libri per bambini in fascia oraria notte e per i frenetici risvegli corredati da preparazione last minut di valigie, etc)...questa mattina ecco ripristinata la sveglia delle ore 9.30, in disdicevoli condizioni di ozio, la colazione da criceto al'ingrasso e le inutili attività da UNIVERSITARIA-MEDIA (ad esempio, la manicure).
Tuttavia, non mi sento del tutto a mio agio di fronte aD "aMICI DI mARIA dE fILIPPI" alle ore 15 del pomeriggio. Dubito che sia a causa della trasmissione. Ho provato anche con le telenovelas per ragazzini ormonalizzati su Italia Uno. In verità, credo che mi manchi in sè la sensazione del minuto di vita costantemente occupato, della produttività, del colloquio complicato con l'emigrante alcoolizzato, delle risse con le colleghe in menopausa...
Grazie al cielo, posso contare sul nuovo lavoro presso Banca Generali. Del resto, sebbene sia part-time,ha comunque i suoi vantaggi: ad esempio, l'osservazione diretta dell' HOMUS PROMOTER FINANZIARIUS, specie assai comica se attaccata all'interno del suo habitat naturale. Nel corso dell'ultima settimana, ho già collezionato 4 biglietti da visita con numero di casa scritto a penna e testosterone ed una serie di frasi da bar medio di Paese.
EVVIVA!!!
giovedì, maggio 06, 2004
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