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sabato, marzo 20, 2004
Non sono l'arbitro. Non conosco le regole del gioco e forse questo mi costerà la partita.
Ma sulla mia tela, voglio disegnare io. Talvolta mi costringo tra linee squadrate, dure, geometriche come non è la realtà. Talvolta dipingo questa incolmabile necessità di comprendere, di equilibrare, di definire.
In alcuni casi invece, i colori sono quelli di Monac, i vortici di Klee. Criptica come la vita, senza logica come il Destino, disegno i miei fuochi, brucio tutto intorno a me per ricreare dal nuovo ciò che esiste da sempre.
Si fatica a seguirmi, nell'incostanza della mia arte di essere. Ed è forse la mania del perfezionismo che impedisce la fermata, che diserta l'arbitro e le sue regole ovvie, che tende verso l'estrema altezza.
Dove chi arriva, non scenderà mai più.
martedì, marzo 16, 2004
CAMBIO DI PROSPETTIVA>>>
Percorrendo il suo percorso, Alice si imbatte in un Saggio e Vecchio Gnomo, forse giovanissimo. La sosta non le sembra opportuna, ma calcolando che non ha ancora deciso precisamente il luogo verso cui recarsi, decide di perdersi in qualche piacevole palliativo. Chissà mai che non se ne possa trarre qualcosa di buono.
Il variopinto personaggio, un pò evanescente eppur così reale, le propone uno strano esperimento: il CAMBIO DI PROSPETTIVA. Applicando infatti "SOLE CUORE AMORE" o, a scelta, "CASA PERA MELA" alla fiaba, anzichè attendere caparbiamente che i tre concetti si proiettino autonomamente ad essa, Alice sarebbe in grado di tornare immediatamente a casa, sotto l'ombra rasserenante del suo albero, risvegliandosi d'un botto dallo strano sogno in cui si trova immersa... Del resto, sarebbe un espediente come un altro... Anche la Magica Emy, Creamy e Sailor Moon ne hanno uno da usare nei momenti più difficili.
Alice accoglie entusiasta la proposta del Vecchissimo gnomo Giovanissimo e quasi si dimentica dell'aperitivo abituale con il BianConiglio. Si posiziona al di sotto di una enorme campanula, ed ecco che inizia a concentrarsi: sole, cuore amore!!!Casa, pera, mela!!!Sole, mela, amore, pera!!!!...Nessun risultato dopo il primo minuto.
Presa dall'angoscia, inizia a riflettere sul proprio mondo. E scopre che il CAMBIO DI PROSPETTIVA le procurerebbe davvero qualche problema in più. Di fatto, rovesciando le cose...
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Alice è troppo grossa per passare da una porta normodimensionata? Oppure la porta è minuscola per consentire il passaggio ad un'Alice che, seppur non sia minuscola, non è comunque sproporzionata?
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Alice viene sommersa dalle proprie lacrime perchè è così ebete da non asciugarle in tempo? Oppure sono le lacrime stesse che, in quantità esagerata sommergerebbero anche quel montato dello Stregatto?
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E poi, è il corpo dello Stregatto che sparisce? Oppure è il SORRISO che rimane?
...sempre più terrorizzata dal vortice di pensieri, Alice inizia a correre via. Putroppo, scappando, si porta via anche il cervello, che sventuratamente viaggia insieme a lei, nonostante Alice cerchi di seminarlo. Un attimo di sosta, il fiatone intenso per la grande fuga. Alice si ferma dietro ad una margherita e, accorgendosi che sta per chiudere i suoi petali e che dunque la sera è vicina...all'improvviso ricorda il Cappellaio Matto, il thè delle 5, la festa di compleanno...OmmioDDio...MA
..."è stato il Cappellaio Matto ad invitarmi per il thè delle 5...oppure sono stata io ad invitarlo...oppure ci siamo incontrati per SBAGLIO????"....
lunedì, marzo 08, 2004
E' difficile descrivere il benessere.
Pur essendo una forma di turbamento, la gioia o la serenità non si lasciano circumnavigare dalle parole, fino a comprenderne l'intima essenza. Le sfumature della leggerezza si trovano troppo al di sopra del livello del mare per essere descritte, raccontate, trasformate in espressione artistica, senza essere banalizzate.
Io credo che la felicità sia il prodotto di un incontro tra il PIENO e il VUOTO. Nel momento in cui tutte le mancanze e tutta la densità di emozioni, pensieri e fremiti si incontrano e si mescolano, solo allora si verifica l'attimo di equilibrio instabile che è la COMPLETEZZA di sè e dei propri desideri: La Felicità.
Poichè i concetti di pieno e di vuoto sono di per sè del tutto relativi e mutevoli, la compenetrazione perfetta di questi stati è del tutto estemporanea. La felicità scivola via tra le tortuose strade dell'anima lasciando solo il sapore di se stessa a ricordare che esiste e che, nell'attesa che le circostanze si incontrino ancora a creare questa magica sinergia, vale la pena continuare a vivere.
A differenza di ciò che pensano in molti, io non credo che ci sia concesso di raggiungere uno stato permanente di gioia estrema tramite l'ascesa e la ricerca. Di fatto, ciò significherebbe per l'uomo essere una tautologia di Dio. Forse, la concentrazione ci concede di pervenire alla serenità e alla pace del cuore. Ma quell'istante di volo libero, il corpo che perde il suo peso per aleggiare come solo spirito contemplando se stesso, non può che verificarsi nell'intesa totale tra l'interno e l'esterno, tra sè e il mondo, tra desiderio e realtà.
Mi sono trovata ancora per una volta fuori dal tempo e fuori dal mondo. Nella perfezione della Completezza e nel ricongiungimento di me stessa con ciò di cui manco, ho vissuto 1000 ANNI in pochi minuti, ho riconquistato i colori e qualche Sensazione di Eternità, di cui non possedevo altro che foto sbiadite e usurate.
lunedì, marzo 01, 2004
...questa sera nessuna parola.
L'ultimo film di John Woo, Pubblicità che scorrono tra le scenografie della mostra, una risata che fugge tra gli sguardi, campi di grano imprevisti, la coda sulla tangenziale di Torino mentre verso l'orizzonte cala la sera, con discrezione. Il suono della mia voce divertita, seria, screziata d'emozione gelida, i racconti a mezza voce per non ascoltare la verità, i racconti a mezza voce per cullarsi ancora, occhi di un'amica che guardano e forse, comprendono. La notte, le luci sulle colline e la musica imprevista durante i ritorni veloci in macchina, la strada che rotola via senza fermarsi, i pensieri che scivolano armonici prima del sonno, i sogni senza pietà, risvegli di nebbia, risvegli di sole. Il profumo preferito sulla pelle, giochi di parole, giochi di sguardi, fingere di non sapere, suoni di chitarre che si incrociano incantando istanti, sensi e mancanze, lunghi dibattiti senza conclusione prevista, sensazioni di estraneità, sensazione di vita intensa, profonda. Lunghi istanti di fronte allo specchio, i miei occhi che si scrutano, scarpe di vernice rossa con tacco a spillo, travestirsi da donna per esserlo di più, per esserlo di nuovo. Scambi di parole vuoti di sè, inutili rituali, il bicchiere pieno mentre ti si offre da bere, scambi di sè senza parole. I complimenti di uno sconosciuto, il nero da sera, l'acqua che scorre come un battesimo sul corpo infreddolito. Cogliere il successo come il succo proibito, cogliere il vuoto, nonostante il tutto. Lo stesso luogo, lo stesso momento, contraccolpo di attimi che fuggono, schegge di indecisioni, il tempo di andare via, il tempo di restare, la dimensione che sfugge ai parametri del destino. Smarrimento.
Leggere se stessi nelle immagini di qualcun'altro. Leggere qualcun'altro nelle proprie immagini.
Cogliere la sostanziale somiglianza di questo essere umani nella corsa verso se stessi attraverso l'Amore.
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