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venerdì, gennaio 30, 2004
 

PRESA VISIONE DI "DANCER IN THE DARK"... come uscirne?

Il vero problema di questa visione si risolve nel fatto che molti, COME ME, si ingannano nel pensiero di trovarsi di fronte ad un MUSICAL. E dunque, ansiosamente, attendono per tutta la durata del film quelle scene patetico-sentimentali in cui il ballerino svolazza vestito da marinaio da una balconata all'altra, tenendo per mano la bella Gugin, ornata di fiorellini.

Peccato che Von Trier non perdoni. Tanto meno lo spettatore. Dunque, gli unici balletti a cui si assiste sono alcune goffe scenografie industriali in cui Bjork immagina di trovarsi come prima ballerina per sfuggire all'angoscia della sua cecità e della sua vita, che si affievolisce di speranze come i suoi occhi perdono la vista. La musica non esiste nella società di Trier, l'unica cosa che è possibile udire e trasformare in stentata armonia, sono i suoni metallici delle fabbriche. Oppure i 107 passi rimbombanti che conducono alla morte.

Ma risolvere tutto il film in un macabro musical "rovesciato" e quindi privato della sua leggerezza costitutiva, sarebbe stato davvero troppo poco per il goliardico regista! Dunque, perchè non inserire una serie di drammi allucinanti in rapida successione fino a raggiungere un apice di disperazione e frustrazione finale in cui lo spettatore inizi a pensare che il gesto più giusto da compiere sia l'autoeliminazione? Ritorna anche qui ossessivamente il tema dell'ingiustizia e della prevaricazione dei deboli, così come Dogville si costituisce a vangelo dell'argomento. Purtoppo nessun lieto fine e un silenzio finale, eletto ad "ultima canzone", come simbolo di quella musica che chi è sporco non potrà mai udire.

La mia vera riflessione, al termine dello scontro tragico con queste immagini, è notare come ognuno di noi percepisca se stesso e solo se stesso all'interno di ogni esperienza. Riusciamo a cogliere la drammaticità di elementi a cui in qualche modo siamo soggettivamente legati, trascurandone altri che ci colpiscono meno poichè distanti dalle nostre scale valoriali o dall'esperienza che ha forgiato le dimensioni di esistenza del nostro dolore.

In questo modo, riusciamo a possedere una sola fetta del reale, un solo spicchio dell'emozione che non ci appartiene, una sola prospettiva della verità. Come nell'interpretazione di un film, nella vita reale la proiezione di noi stessi su tutto oscura i nostri sensi. E ci rende ciechi.

 

 

Skeggiato da Alixel | 16:25 | commenti (10)


lunedì, gennaio 26, 2004
 

AMERIKANI&SAMURAI

Ieri sera grande APPUNTAMENTO CON IL CINEMA. Dopo un sofferto dibattito su che cosa fosse peggio andare a vedere tra IN THE CUT e l'ULTIMO SAMURAI, sono riuscita, supportata anche dal valido aiuto di kiarablog a trascinare i presenti verso il VERO CINEMA GIAPPONESE (?).

L'interesse per Kurosawa e kitano infatti, ha esercitato una suggestione tale per cui, nonostante l'interprete del film fosse TOM CRUISE (lo stesso di "TOP GUN", "GIORNI DI TUONO" e "HEY, HAI NOTATO KE SONO FIGO?"), mi sono convinta che questo ultimo samurai fosse veramente un frutto del Giappone e di qualche regista purosangue.

TUTTAVIA, alcuni inequivocabili segni a stelle e strisce hanno destato la mia perplessità già durante la visione: ad esempio le scene a rallenty in cui il nostro Tom, coadiuvato dall'intensità della sua unica espressione () cavalca leggiadro muovendo romanticamente la chioma al ritmo della cavalcata e della musica, vestito come una maschera tipica giapponese rivisitata in chiave DISCOMANIAMIX. Smarrimento anche nel notare che tutti i samurai sono proprio identitici al prototipo dei CARTONI ANIMATI GIAPPONESI, quelli in cui ad un certo punto ci si siede a gambe incrociate e si mangia il riso con le bakkettine, velocissimi.

Ad ogni modo, mi sono stoicamente fatta trascinare dalla poesia di questo microcosmo di tradizione giapponese, coraggio E spiritualità, certa che i miei presagi sull'origine FALSATA del documentario, non fossero altro che presagi (dovuti soprattutto alla visione pregressa del trailer di TROY. La versione ignorante della guerra di Troia, una roba trash SPARASPARAFOTTIFOTTI in cui Brad Pitt sembra un malcapitato avventore durante le prove del Bagaglino).

Al termine del film invece, con il rimmell mezzo disfatto a causa delle lacrime versate per tizio che muore, caio che gli confessa la sua stima e per il fatto che neanche alla fine la bella giappu e Tom consumeranno il loro amore platonico (FRUSTRAZIONE IMMANE PER IL MIO ROMANTICISMO), SCOPRO che il regista è un personaggio super amerikano...una cosa del tipo ADAM SMITH, di quelli che ogni giorno pranzano da Mc Donald e si mettono la camicia a quadrettoni la domenica pomeriggio.

Orribile. Mi sono sentita presa in giro, tutti quei samurai così samurai, proprio come quelli delle favolette morali erano effettivamente così samurai perchè gli okki dell'America scrutano tutto omologando ogni cultura e ogni sentimento>>>anche i cow boy cavalcano a rallenty, anche il Gladiatore cavalca a rallenty, anche Ridge parla e ragiona a rallenty. Perchè un regista americano non fa un film sulla caduta dell'URSS? Così potremo vedere i contadini russi che pedalano a rallenty.

NON CI RESTA CHE UMILIARCI DEFINITIVAMENTE CON TROY.

Skeggiato da Alixel | 17:09 | commenti (18)


lunedì, gennaio 19, 2004
 

Ogni volta che il traguardo è raggiunto, la primavera mi risveglia di fronte ad una nuova immagine di me.

Con questa laurea si conclude un percorso ed una trilogia di anni davvero saturi di emozioni e di felicità esplosive, così come di pioggia torrenziale. Ora che il tempo mi accompagna senza stringermi, mi soffermo a guardare dietro le mie spalle, tutto ciò che oggi mi costruisce per quella che sono. Rimango affezionata alla bambina dolce e un pò capricciosa che osservo dimenarsi nel passato, alle mie follie, a tutto ciò di cui non mi sono accorta e a tutto ciò che ho regalato e che mi è stato regalato. Ora sono molto diversa, vado fiera della durezza con cui riesco ad affrontarmi e ad affrontare la vita, anche se la nascondo gelosamente agli occhi di chi desidero non mi privi mai delle tenerezze in cui mi rifugio.

Mi scorgo mentre lentamente costruisco il mio puzzle di soddisfazioni e di ferite, sicura che l'orizzonte non sia poi così irraggiungibile come ci fanno credere nei film. Il sipario si apre ora su di una scena nuova.

Non posso immaginare ancora il personaggio che Alice interpreterà, ma ho qualche buona idea per la regia e la certezza quasi assoluta che il DESIDERIO sia il vero motore del mondo, e che in quanto tale, non possa deludere alcuna aspettativa.

Skeggiato da Alixel | 17:19 | commenti (16)


venerdì, gennaio 09, 2004
 

Non di rado mi capita di riflettere sulla relatività di ciò che vivo.La realtà non è che uno specchio ingannevole di qualcosa che di per sè non esiste. Ognuno di noi tende a ricreare intorno a sè un palcoscenico di scenografie accettabili per la propria sensibilità, al fine di non urtarsi eccessivamente, nella collisione tra se stesso e le pareti della vita.

Vengo colta da uno strano affanno. Apro gli occhi lentamente e con il tatto provo a conoscere quello che mi circonda...Sul mio palcoscenico quanto c'è di vero e quanto desidero costruire per non sciogliermi di tristezze?

Skeggiato da Alixel | 17:58 | commenti (26)


lunedì, gennaio 05, 2004
 

IL PERCORSO NUMERO 1.

La nostra Skeggia Panterosa, ancora confusa il 30 notte sul da farsi nella festa più BUM BUM dell'anno, dopo il lancio degli ultimi dadi e l'aiuto del pubblico da casa (nello specifiko la SOCIA MEMOLE=KIARABLOG ed alcuni cari amici impietositi dal mio stato confusionale), si è trovata infine ad affrontare con il solo aiuto del suo VESTITINO ASSAI FRUFRU e di poki altri oggetti magici, il PERCORSO NUMERO 1= FRANCIA CON 20 LOSCHI FIGURI.

il VIAGGIO si presenta come il primo pericoloso ostacolo, per la nostra coraggiosa eroina, costretta crudelmente dal possessore del mezzo di trasporto a limitare il più possibile il bagaglio. Ke fare? Kome rinunciare al PHON DA KOMBATTIMENTO???E A QUELLE 3 O 4 NECESSARIE PAIA DI STIVALI KON TAKKO????...Skeggia non si da comunque pervinta, e riesce a comprimere tutto ciò che è strettamente necessario (tra cui: 2 creme per il corpo, un profumo, trucchi, 2 spazzole da phon, stivali, collant di varia fattura, qualche maglia, cinturine colorate, oggetti rossi, cambio+leggero per notte di capodanno, etc) in una borsa di grandezza limitata, che si internerà poi chissà dove nel corso del tragitto.

Già. Il bagagliaio dell'auto infatti, è del tutto okkupato da quei 7, 800 kg di spesa che il popolo di"amici" già in francia da tempo si è fatto prokurare dagli ultimi arrivati. Per cui, il passeggero davanti è completamente rikoperto da panettoni, carta igienica, merendine al ciokkolato e coca cole varie. Io, KiaraBlog e la Farfalla dietro, invece, ci interniamo intimamente i nostri bagagli, per riuscire a tenere ancora qualcosa sulle ginocchia. Ad esempio, un pollo, oppure il MASCARPONE che gentilmente la nostra amica ha deciso di acquistare a quintalate per cucinare con amore il tiramisù (sarà metaforiko?).

Dopo qualche ora di comodo viaggio, giungiamo lieti a RESOUL, una località sciistica ricolma di svedesi ubriachi ma assai focosi e di NEVE, dura prova per i takki a spillo appropriati di Skeggia che, avendo dimenticato giusto lo SPAZZOLINO, è costretta a percorrere in discesa e in salita tutto il paesiello reggendosi a KiaraBlog, al fine di acquistare l'oggetto di prima necessità in una sospetta farmacia di truffatori (4.50 euro per un lavadenti), esprimendosi per giunta in un misto di napoletano e dialetto piemontese per farsi comprendere.

La SERATA non è statamalvagia nonostante tutto...i miei 30 euro di spesa non sono stati rubati,per mangiare durante il cenone un pò di agnolotti,1 nel senso di 1 fetta di cotechino e un pò di purè (patate misto saliva di Marzia, che lecca la forchetta qua e là, schiacciando amenamente)...dopo qualche scherzo intelligente di STARMAN, l'uomo dalla testa di stelle, e un brindIsi in ritardo causa karaoke (...vi giuro che abbiamo cantato CESARE CREMONINI...CESARE CREMONINI??????????????????????????????????????????????????????????????), eccoci alla FESTA DI KAPODANNO!

UAU. Il lokale è strapieno, quasi non si respira, ma per fortuna risparmio i 40 euro d'ingresso grazie all'organizzatore arrapato che mi dispensa dalla spesa (certo che in seguto gliela darò)...Trascorro comunque quelle veloci 5 o 6 ore, cercando di ballare tra una goccia di sudore e l'altra, scansando i TAMURRIZ che mi mostrano il pelo uscente dalle vistose camicie a righe mezze aperte, e nascondendomi ad ogni perlustrazione dell'organizzatore ormonalizzto.

Pietosamente, verso le 5.30 qualcuno di furbo mi scorta a casa: sì, è l'amika MARA, che ragiona con l'adipe accumulatasi copiosamente sulle sue natiche e che in seguito tanto farà da fare strippare la socia KIARABLOG fino al semi-omicidio...Dopo averle separate, dunque, ed essere stata attaccata come appendice riconosciuta di kiara, mi accascio verso le 7 su di un letto non mio, da una piazza, condiviso da 2 persone oltre me e il volume non trascurabile del mio deretano.

EVVIVA IL NUOVO ANNO!!!!!!!

;-)

Skeggiato da Alixel | 16:55 | commenti (15)